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Tomo secondo.
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2 ZL Biblioteca della Eloquenza Italiana.

(1) - - - Parte II. In Firenze per AmadorMassi 1651. infoglio.

(2) I Cafìigatissimi Annali con la loro copiola tavola, della ec-

celsa e illustrissima Republica di Genova del ReverendoMonsignore Agostino Giustiniano ( dell’Ordine de’Predi-catori, e Vescovo di Nebio, sino al 1528.) In Genova condiligenza e opera del nobile Lorenzo Lomellino Sorba , perAntonio Bellone Torinese 1537. in foglio.

(i'i Si trovano a parte molti AlberiVolanti di famiglie di Principi Italiani,e delle maggiori d’Europa nobilmenteintagliati in rame, e mandati dall’ Am-mirato al detto suo amico Santorìo , chemorì Arcivescovo d' birbi no .

( 2 ) Ricardo Simone parla di questoinsigne Prelato [ Epi/1. xvi. tomo III.],il quale godendo in Parigi la protezio-

Note di Apo

(r) Questo insigne Prelato, giustifican-do sè stesso con l’esempio di santi, edottiuomini , iia steso nel libro V. di questi suoiAnnalìfpag. CCXX 1 U.CCXXIR CCXXV, I)un esatto racconto della sua vita, comin-ciando dall' anno del suo nascimento ,che fu nel 1470. in cui ricevè alla fontebattesimale, per voto fatto da’suoi geni-tori, Paolo, e Bartolomea Giustiniani, ilnome di Pantaleone , che nel!' Aprile del1488. quando vesti in Pavia l’abito dell’Ordine de’Predicatori, gli fu cambiato inquello di Agostino. Nel 1514. essendo let-tore in Bologna, dal Cardinale Bendimi-lo Sai<li, suo fratel cugino, gli s’impe-trò il Vescovado di Nebio nella Corsica,città allora mezzo distrutta . Stampò va-rie opere, parte sue, parte d’altri: im-prese diversi viaggi: alla sua residenza se’iéntir gli effetti della sua carità , e delsuo zelo: lesse, e piantò nella Universitàdi Parigi, col savore del Re Francesco I.lo studio delle lingue Orientali : con in-dulto Pontificio lasciò in dono alla patriala sua libreria , che per lui su difficile araccogliersi, ma per li suoi cittadini assaipiò a custodirsi; e giunto finalmente all’etàdi LXVI. anni , portandosi alla sua Dio-cesi, nel mare, che è tra Genova, e Cor-sica , Tanno izz6. rimase infelicemente

ne del Re Francesco I. avea preparatauna Bibbia poliglotta , come versato nel-le lingue orientali, Greca, Ebrea, Cal-dea , ed Arabica ( a ) : de' quali idiomiscientifici la progenie degli ultimi ere-siarchi si usurpava la privativa, quantun-que l’Italia per generosa mercé degli an-tichi gran protettori della buona lette-ratura , facesse conoscere a quel tempo

anche

stolo Zeno.

sommerso : della qual sua disgrazia si stet-te gran tempo , e si starebbe ancor sor-se ali’oscuro , se P Abate Michele Giusti-niano non T avesse ripescata in autenticidocumenti ( Scrittori Ligurip. 17.).

O Di cotesta sua Poliglotta altro nonsi ha alle stampe , se non il Salterio, im-presso in Genova per Pietro Paolo Porro,in casa di Niccolò Giustiniano suo fratel-lo nel izi6. in foglio. Aveva egli inani-mo di pubblicare tutta la Bibbia nellastessa forma del Salterio ; ma si perdettedi coraggio dal veder lo scarso esito diquel suo saggio primiero , poiché di duemille copie, che se n’erano impresse, ol-tre a cinquanta esemplari in carta peco-ra, mandati da lui, come egli stello as-serisce, a tutti i Re del mondo ,'così cri-stiani , come pagani, appena se ne ven-deste la quarta parte, che a grande sten-to lo risarcì della spesa: disgrazia, chenella impressione di opere voluminose, ben-ché stimate, e lodate, gli fu comune conaltri valentuomini, avendola non disugua-le incontrata Arrigo Stefano nei cinquetomi del Te/oro della lingua Greca, e Re-nato Charterio nel!’Opere Greco-latine d’Ippocrate, e di Galeno, stampate in Pari-gi, che occupano XIII. tomi in gran fo-glio.