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Tomo secondo.
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I A.

L’ I S T O R.

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(*) Memorie istoriche di Tragurio , ora detto Traù (librivi.)di Giovanni Lucio (con le Iscrizioni Dalmatiche a partenel fine). In Venezia presso Stefano Curii 1673. in 4.

Il Lucio , che morì in Roma ai vi. di Dalmati# & Croati #, i quali ripuliti conOttobre 1684. qui tratta in particolare del questi altri, estesi nelle troppe abbrevia-rinomato frammento di Petronio . Divul- ture de’ testi latini addotti, meriterebbo-gò ancora in latino i libri VI. de Regno no una bella e accurata ristampa .

Note di Apostolo Zeno.

di stadj furono tra di loro amicissimi. IlPini nativo di Toscana , e credo Fioren-tino , essendosi trasferito in Levante inqualità di medico con Alessandro Molino,Capitano delle navi nel tempo della guer-ra mossa dai Veneziani contra i Turchi ,ebbe vaghezza , e comodità di visitar laProvincia dellaMorea, che è l’anticaPe-loponneso, della quale stese una piena , ecuriosa descrizione , ricca di pellegrine os-servazioni, e degna della stampa, alla qua-le io la destinava, se non mi fosse uscitadi mano , senza poter più riaverla. Lamia copia era stata fatta sopra un’altramandatami dal fu Cavalier Marmi, pa-rente , e amico del Pini . Il Grandi me-riterebbe, che più a lungo fermassi il ra-gionamento sopra di lui, se la brevità ,che mi sono prefissa in queste Annotazio-ni mei permettesse, avendone avute sicu-re informazioni dal Signor Dottor Giu-seppe Grandi suo nipote , di non minorvalore nella sua professione, che il desun-to suo zio , il quale nacque in Gajato ,luogo fertile , e civile del Frignano nelDucato di Modana, ai XXVII. di Giugnonel 1646. Fatti i suoi primi studj in Bo-logna, si portò in Venezia , dove sotto ladisciplina di Don Valente Gandolfi suo ziomaterno, e Canonico della Chiesa Duca-le di San Marco , il che di rado ad unforestiero concedei! , imparò a fondo laGreca e latina lingua. In Padova appre-se la Medicina , la Notomia, la Cinigia,e la Botanica , e vi ricevè con applausola laurea del dottorato . In Venezia poifu scelto al carico d’Incisore nel nuova-mente eretto teatro di Notomia, che so-stenuto da lui per sei anni lo portò aquello di pubblico Anatomico. Fu uno de’Fondatori dell’ Accademia Dodonéa, le for-mò l’Impresa, e la dichiarò nella prima

Radunanza, che vi si tenne li XV. Dicem-bre 1673. lodatone perciò con un’Ode dalConte Carlo Dottori. A sè pur Io aggre-garono gli Accademici Gelati di Bologna,e poscia quei della Crusca , come pure iC urioji di Norimberga, ove gli fu posto ilnome di Seneca nel 1688. Ricusò cattedreoffertegli nelle Università di Padova, ediPisa; coltivò letterarie corrispondenze colRedi, col Malpigli, col Padre Abate delMiro , col Bolle, col Ludolfo , col Bau-drando , e col Volcamero . Consultato inmaterie mediche , scientifiche , e criticheda ogni parte , a tutti soddisfaceva condiscernimento, e prontezza. Desiderato fi-nalmente , e compianto da tutti , vennea morte in Venezia d’anni XLIV. o pocopiù nel 1691. il di XI. di Febbraio, ilsettimo del suo male, cagionatogli da unarisipola nella testa , la quale dappoi co-municossi al polmone , e fu sotterrato inSan Fantino , Chiesa sua patrocinale .Diede varie opere latine e volgari alle stam-pe in diverse materie, tra le quali si leg-gono in principio della Parte II. dellaj Difesa di Dante del Mazzoni due erudi-te sue Lettere sopra alcune difficoltà , emancanze del manoscritto di quell’auto-re , e in particolare sopra un luogo diOmero, ove parla della orina, e del fred-do di essa pari a quel della neve . La so-praddetta sua Risposta al Pini è ripienadi rare osservazioni, sì alla storia, sì al-la Geografia antica del Peloponneso spet-tanti. A titolo di brevità non registro ititoli degli altri suoi libri , che sono astampa.

(*) Lo Stampatore mutò nel seguenteanno il primo foglio dell’opera, e la die-de fuori con altro titolo , ma l’edizioneè la stessa: Istoria di Dalmazia , e in par-ticolare della città di Traù , di Spalato ,li r e Se-