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Tomo secondo.
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V Istoria

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„ viso, li disse , che se voleano salvar„ tutta la famiglia , loro prometteano„ dargli in mano Ms. Albenco, sua mo-„ glie, e tutti gli figliuoli con condition„ lusserò preservati da morte : ma il pre-j, sito Podestà havendo tal commisione dal„ populo di Treviso, nego tal cosa , di-„ cendo lui non li voler prometter; &„ Ludovico facendo instantia di voler par-„ lar con il Marchese , & non potendo ,„ per non perder la occasione di salvarsi„ lui , & tutti gli altri , dette Ms. Albri-„ co , la moglie Madonna Ma/gareita , &„ suoi figliuoli maschi, cioè Jaanne , Al~„ berico, Romano , Ugolino , Fccelino, &„ Fornafco, & due figliole semine , cioè„ Griseida , Se Mabilia , in man del po-„ pulo di Treviso, di Padova , e di Vi-„ cenza , & altri lochi , li qual subito„ posero uno sbacchio di legno in bocha„ a Ms. Albenco, ma subito per cortesia„ del Podestà di Treviso gli fu fatto ca-„ vare , tantoché si confesso con la mo-„ glie & figlioli , poi ritornatoli il sbac-,, chio, in sua presentia li fumo amarrati„ tutti li sei figlioli, li corpi desii quali,, fumo tagliati in pezzi minuti, Se get-„ tati per tutto lo exercito: la moglie &„ figliuole in sua presentia fumo bruscia-„ te , e lui posto in coda de cavallo fu,, tutto quel giorno strascinato per lo ex-„ eresio , & talmente infranto, che più„ non si difcernîa, & le reliquie sur get-„ tate nelli boschi per pasto de lupi. Et„ così hebbe fine la potentissima Fami-,, glia de Romano, mandata da Iddio iti„ questo mondo per flagello della Marcha Trivisana. Questo fu adi 24. Agosto 12do.,, Il seguente giorno a furor di popolo fu dato princìpio a minar il castello di„ San Zeno , il qual fu in pochi giorni fin nelli fondamenti minato . Dappoi il„ medesimo fu fatto a Romano , & a molti altri castelli de Piede di Monte . Et„ cosi hebbe fine questa potentissima famiglia , la qual per anni cinquanta & più„ oltre, che fu temuta & formidabile a tutte le citta di Lombardia & Marcha,, Trivisana , fu anche rispettata da tutti li Prencipi Christiani , Se maximamen-„ te dalli Imperatori, li qual supportando tante crudeltà nelle sue Imperiai citta,,, dove haveano domìnio ; concedevano Leggi, Statuti , e battean Manede , & non,, in altro modo, che havriano fatto essi Imperatori ; & se non fosse stata la Di-,, vina Providentia, che fece mover a pieta li Pontefici di tante Se si nefande cru-„ delta, e che mandorno soccorso aìli popoli, in pocho tempo feriano fatti Signori„ di tutta la Lombardia.

saniam amichiam babui(se, quod inter ipfiusfiliam, meamque dileBam filiam matrimo-ni um est contraBum , me forte , vel meosfilios in sua proteBione rccipiat , & ab inì-micorum impesti prietueri dignetur . Sic ha-buerunt sudditi dominum tn patmnum ,& protìnus descendentes locuti funi cumtìrcumstxntibus inìmicis , & promittentesse daturos eis fuum dominum ; & fami-liam ejus totani , fi velint eos diméttereabfolutos, habuerunt famuli grufiam postu-latami DuBus est igitur Albricus cum to-ta sua fumilia infra turrim, & ab occur-rentibus inimicis impoftum est ei protinuslignum quoddam fiienum , ne forte aliqui-bus loqueretur . Pneter quod puediBus virnobilis , fapiens , discretus TarvisinorutnFotestas Marchus Badoarius fecit ipfumtanto tempore fine fieno manere , quantocum Fratre Minore quodam potuit accipe-re paenitentiam de commijsts . Demum au-Bus est per exercitum cum magna viBo-rum hetitìa ipfe Albricus , & filii & fi-lile, & uxor ejus Domina Malgarita, &se omnes omnibus funt monfirati , funtquead ultimum per trium civitatum Commu-tila distribuii , ipje pater & filii truncatiquoque gladiis , & membrat'tm laceratiper frusta , idem fcilicet Albricus, & VI.ejus filii , Joannes , & Albricus, Ro ma-ri us , Ugolinus , Eccelinus ,C 9 'Tornalxe :duie autem ejus filile , atque ejusdem uxorincendio funt confumptee, & faBa est istaciedes pnediBo anno MCCLX. die VI. ex-eunte Augusto.

Tonto 11 .

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