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gnatst da qualche osservazione , non inu-tile forse al pubblico , e non discara :oltre di che la conoscenza del tempo pre-ciso della primit edizione è troppo neces-saria a ben intendere quello , che sonoper dire.
* Della Istituzione di tutta la vita dell’’uomo nato nobile , e in città libera ,.libri X. in. lingua Toscana, composti daAlessandro Piccolomini a beneficio di no-bilissimo fanciullino Alessandro Colombi-ni , pochi giorni innanzi nato , figlio diMadonna Laudemia Forteguerri , da luisostenuto a battesimo. In Venezia per Gi-rolamo Scoto 1542.. in 4. edizione I.
Il Piccolomini , che in Padova leggeapubblicamente la Morale nell’Accademiadegl’ Infiammati , raccolse in XV. libri ilfiore, e’l meglio di quanto Platone , eAristotele aveano scritto intorno alla Isti-tuzione di un uomo , che nobile, e incittà libera nato fosse. A Laudemia Por-teguerri , Dama di gran talento , e delpiù nobil sangue di Siena, era nato dian-zi un figliuolo, che dal Piccolomini fu te-nuto alla fonte ■ A Lei pertanto in attodi riconoscenza, e di stima egli mandòscritti a penna i dieci primi libri della suaopera nel!'ingresso dell'anno 1540. riser-bandosi di mandarle poi nella state gli ul-timi cinque , ove trattava della Politica ,.squali però non mi è noto, che mai ve-nissero in luce. Dei dìece libri si sparseroper 1 ’ Italia più copie , e una di questecapitata in Verona , fu per tre sere con-tinue nel Gennajo del 1542. sentita leg-gere da Girolamo Scoto in un’ adunanza d*uomini nobili, e letterati. Piacque a tut-ti quella lettura , sì per la profonditàdelle dottrine, sì per l'eleganza delio sti-le , e pulizia della lingua : onde lo Scotocon quella , o con altra copia giunto aVenezia si animò a stamparla, e ne affrettòla edizione, dedicata da lui nel Marzo dellostesso anno a! Marchese , e alla Marchesanadel Vasto. La comparsa pubblica di quest’opera su cagione, che un’altra se ne vedessein detto anno alle stampe , e su quelladei X. Dialoghi dello Speroni . Era qual-che tempo, che attorno andavano mano-scritti alcuni Dialoghi di esso Speroni, efra questi quello dell’ Amore , e l’altrodella Cura della famiglia . Il Piccolomini ,amico dello Speroni , e più degli scritti dilui j avuti in poter sua i detti due Dia-
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Ioghi , ne trasse suora que’luoghi, che alsuo argomento più confaccenti gli parve-ro, e di peso qua e là trasporto!!, nel IX.e nel X. libro della sua Istituzione : delquale plagio non potè far sì tutta la fi-losofia dello Speroni , che grave risenti-mento non ne concepisse; laonde se nequerelò forte, e con ragione , nel Dialo-go della Morte, un cui frammento si leg-ge nel tomo II. delle sue Opere ultima-mente stampate , ed è questo alla p.352.Sovvenendomi de' figliuoli, della ritoglierà,degli amici , finalmente delle mie Opre lequali parte fono stampate , ma così male ,che senza biasimo dell' autore , e de'stam-patoci non fi possono leggere, parte per temadi cadere in peggiori mani , non ardi/conodi stamparsi ; gran cagione mi davano dipensarci , dubitando , che alcun mio amico,prendendo esempio dallo ISTORDITO IN-TRONATO ( nome Accademico del Picco-lomini ) il quale flrazziati DUE MIEIDIALOGHI , l’uno citila Cura della fami-glia, l'altro d’Amore , a quella sua bec-cheria molti pezzi n' appese , qualche cosame ne involasse. Dietro la guida di questolume , che mi fu prestato dal Sig. AbateMarco Forcellini , diligantissimo Scrittoredella Vita dello Speroni , giunsi a capireil perché Daniello Barbaro facesse stamparda Paolo Manuzio nelî'anno medesimo 1342.in cui si lasciò vedere la Istituzione delPiccolomini, que’ diete Dialoghi dello Spe-roni , tra’quali quel òdi' Amore, e l’altrodella Cura famigliare occupano il primoluogo ed il quarto, e nella lettera al Prin-cipe di Salerno notasse il furto, senza spe-cificarne il rubatore , col dir solamente Tche vedendo , che i detti Dialoghi ognigiorno andavano più della loro natia bel-lezza perdendo , quanto più di mano inmano andavano trascritti , e perciò scor-retti si leggevano , e quello che peggioera, da ALTRI erano USURPATI , com-parto dal proprio padre negletto , e ri-fiutato, volle mosso da compassionevole ,e giusto sdegno, senza ricercare il consen-timento del loro autore , fargli leggere ,e riconoscere per figliuoli di chi erano . Inproposito della qual edizione Aldina il Si-gnor Forcellini mi pose in vista 1 ’ abbozzodi una lettera dello Speroni al Barbaro ,nella quale gli scrive di essersi doluto dìquel nostro comune amico , il quale alcunode miei Dialoghi si ha fatti SUOI; e siam-V v a pati.