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CAPO
Architettura
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'(*) T A Milizia Romana di Polibio , Tito Livio , e Dionigi\.j Alicarnasseo, da Francesco Patrizi dichiarata, e con va-rie figure illustrata, la quale appieno intesa, non solo da-rà altrui stupore de’suoi buoni ordini , e disciplina , maancora in paragone farà chiaro quanto la moderna sia di-fettuosa e imperfetta « In Ferrara per Domenico Marna -xelli 1583. in 4.
Note di Apostolo Zeno.
(*) Il credito del Patrizio non ha mai■persuaso , nè persuaderà mai , che nellamilizia moderna si pratichino le forme ,e le regole dell'antica, troppo essendo di-verso il modo di guerreggiare di quelli ,e di questi tempi. Questa è’1 'primo libro,che uscisse dalla stamperia del Mamarel-li, attestandolo lui nella lettera -al DucaAlfonso li. Il Patrizio nell’altra sua de-dicazione allo stesso Duca di Ferrara ,sotto la cui protezione era stato chiama-to , dopo il suo secondo ritorno soffersecontinui travagli , e,vi perdette un teso-ro di antichi manoscritti Greci ; fa una nu-merazione di quanti eGreci, e Latini an-ticamente trattarono dell’arte delia Guer-ra; e poi passa a dire, che per lo spaziodi 1400. anni non era giammai risorto ,chi l’avesse ritornata a vita , o se purealcuno in qualche picciola parte le aveaporta mano per trarla suor del sepolcro,!' aveva posta a sedere con le medesimi vestifradicie e lacere, con le quali su già sepol-ta , senza curarsi dì sollevarla affatto, e dilavarla dalla polvere , e da’ succidami: diche mosto a (degno, e a pietà, risolvè ditentare, se per avventura potesse tirarladalla fossa, e dalla oscurità, in cui si gia-ceva . A tale oggetto prese per guida , ediedesi a (porre Polibio, della cui Istoria,perdutisene molti libri, era per buona sor-te alla nostra età pervenuto un frammen-to del VI. libro, che quantunque raccon-to intero non sia, è però il più intero ,■che si abbia . Avealo di Greco già trapa-lato in Latino Giovanni Lascan , e fatto
stampare in Venezia da Giannantonio Ni-coli ni nel 1529. in quarto . Anche quest’opera del Patrizio fu messa in lingua La-tina da Ludolso Neocoro , o sia Kustero, einserita nel tomo X. del Tesoro del Gre-vio . A gli eruditi potè giovar molto 1’intenzione , e P opera dei Patrizio , mapoco, o nulla ai soldati. Il dotto Salma-sio nel suo libro postumo, de re militariRomanorum , stampato in Lei da per Gio-vanni Eizevirio nel 1657. in quarto, ter-mina la sua prefazione, dicendo col pa-rere del Verulamìo, che tre cose nel mon-do fecero un notabile cambiamento , arttypographica , pulvìs tormentariut, & acutnautica: la prima in re lìtteraria, la se-conda in re bellica , la terza in re navali.Egli mostra di non aver veduto questoTrattato del Patrizio , non avendolo maiallegato nella sua opera ; e pur l’uno, eP altro si servirono-, come di principalfondamento, del frammento suddetto. Giu-seppe Scalìgero, rispondendo al Casa ubanointorno al libro , che il Salmafto stavascrivendo, de Militia Romana, gli dice( Epist. pag. 661. edit. Paris. 1610. in 4.),che questi avea preso a correre un cam-po non tentato , o inutilmente da altritentato, e dove solo il Patrizio pareta-gli dìgitum ad fontes intendiffe . Io con loScaligero , e con altri non vo’ accusare diplagio nè il Salmafio , nè il Lipsto, i qua-li scrissero sopra questo argomento ; macerto è, che il Patrìzio fu il primo, eli-con quest’opera, e con l’altra sua dei fs-ralleli militari, non meno a loro, che ad
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