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Tomo secondo.
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La Fil

trancia, cte hanno involate molte inven-zioni del Maschi', e a sè le hanno appro-priate ( In Bol. per li Rossi 1720. in 4. ) ,procacciandosene , come ne corre voce ,quanti esemplari han potuto , a fine dipisi facilmente nascondere il loro furto :dal che si vuole derivar pisi che da altro,la stupenda sua rarità , e lo sterminatoprezzo, a cui in Italia , in Germania, ein Francia ella si è veduta salire.

* Della Architettura militare del Capi-tano Francesco Marchi Bolognese, Genti-luomo Romano, libri tre (anzi quattro)nelli quali si descrivono li veri modi delfortificare, che si usa a’tempi moderni :con un breve e utile Trattato , nel qua-le si dimostrano li modi del lubricar 1’Artiglieria, e la pratica di adoperarla daquelli, che hanno carico d’elsa . In Bre-scia appresso Comino Presegni ad istanza diGasparo dall'Oglìo 1559. in soglio reale.

L’opera contiene CLXI. Tavole in ra-me, tutte nel libro III. distribuite, ognu-na delle quali ha d’appresto la sua Di-chiarazione . La dilettazione per l’Archi-tettura militare si accese nel Marchi sindal 1’ età giovanile, e sempre egli l’andòcoltivando nel crescer degli anni; talchéci attesta slib. lll.nelproem. ) , che nel 1545.fosse in ordine la maggior parte dell’opera ;e nella stampa della Tavolai, fi legge :Quest' opra fi cominciò dal Capitano Fran-cesco de'Marchi da Bologna Cittadino Ro-mano del mese d'digesto dell ’ anno 1 546. inRoma. A misura, che gli uscian di manoi disegni, e .gl’intagli delle figure, ne fa-cea parte ai dilettanti , o questi glielicarpivan di mano ; e però ne andavanoattorno più copie : il che cagionò , chealcuni se ne appropriarono l’invenzione,defraudandone il legittimo , e vero auto-re; e ciò che più gli dispiacque, ne gua-starono le figure con aggiugnervi , o di-minuirvi , o alterarvi di loro capo alcu-ne picciole cose , vantandosi dì esserne statigl’inventori . In processo di tempo fi ri-dussero le Tavole in libro , ma senza leDichiarazioni ; e di fatto qualche esem-plare con le sole figure in Venezia, e inVienna me ne capitò per le mani ; dondepenso esser nato Terrore, che di quest’opera ci fossero altre edizioni. La verità siè, che \e Tavole, e le Dichiarazioni uni-tamente non si stamparono, se non dopola morte dell’ autore una sola volta nel 1599.

O S O F I A *

e ne fece la spesa, che non dovette esserpicciola , Gasparo dati ’ Oglio Bolognese ,al quale il Marchi avevate raccomanda-te . Avanti che l’edizione fosse termina-ta, e sorse non ancor principiata, lo stes-so Gaspero diede suora qualche esemplardelle Tavole senza le Dichiarazioni, e unone presentò al Duca di Mantova Vincen-zio Gonzaga nel 1597. siccome ricavo daquanto egli ne dice nella dedicazione diun altro perfetto esemplare , esistente inRoma nella insigne Libreria de’ Padri Do-menicani alla Minerva. La lettera del de-dicante è in data di Brescia li XII. diMaggio 1600. e principia cosi: „ Perché„ ai Grandi si devono le gran cose, io„ perciò TRE anni sono questa cosi grand’„ Opera , lasciata già in STAMPE DI„ RAME del Capitan Francesco de’Mar-„ chi Bolognese , DEDICAI umilissima-„ mente a Vostra Altezza ec. „ e quindipassando ad espor le ragioni, che il mos-sero a cosi fare , discende più giuso ver-so la fin della lettera a cosi dire: „ Per„ tutte queste ragioni adunque a V. A.„ la DEDICAI allora; ma perché le pro-,, misi anco il LIBRO delle DICHIARA-„ ZIONI e DISCORSI fatto dall’ istesso„ autore sopra i disegni che si stamparo-„ no , il quale mi mancava sino a quel„ tempo , però essendomi adesso venuto,, alle mani , non ho voluto mancare nò„ a lei , né all’opera , né a me stesso ;„ anzi prese le stampe in mano con mol-„ ta diligenza li ho congiunti , ed ecco„ glieli presento di cuore ec. „ Ne i po-chi esemplari da. me veduti ho osservato,che T Oglio non vi ha lasciata la stessadedicazione. Quello di Roma è indiritto,come fi disse, al Duca di Mantova: quel-lo , che si conserva in questa Ducal Li-breria dì San Marco, è consacrato al Se-renissimo Principe , e Mustristìma Signoriadì Venezia ; e la lettera dell’ Oglio , scrit-ta di Venezia m Novembre 1599. sta en-tro un magnifico fregio , intagliato daLione Pallavicino . Qui 1 ’ Oglio dice diaver condotta a fine ha presente operacon gravissime fatiche , e con incredibile suodispendio. Un altro esemplare, che è nel-la libreria del Senatore Jacopo Soranzo ,è senza alcuna dedicazione, e sul frontis-pizio si legge : In Brescia apprefìo Grò. Ba-tista e Antonio Bozzoli fratelli 1Ò03. ma ladata è falla , perché il solo fiontispizio

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