42o Biblioteca della Eloquenza Italiana;
(*) Versi e regole della nuova poesia Toscana (di Claudio Tolo-niei, col suo ritratto avanti) . In Roma per Antonio Bia-do d'Asola 1539 . in 4.
In fine si promettono ancora i Dia-loghi del Tolomei per confermare questasua invenzione con principj di Filosofia ,e di Musica . Ma poi non se ne vide
altro , benché il Tolomei assai dopo sene morisse in Roma ai xxm. di Mar-zo 1555. secondo Lucantonio Ridolfinel!’ Aretefila pag. 25.
Note di Apostolo Zeno.
grarrma di Augusto, e Selene in greco si-gnifica Luna, allusiva alla sua città Du-cale di Luneburgoj la se’stampare in Li-pfìa presso Fnningio Cross nel 1616. in fo-glio, edizione rarissima, un esemplar del-ia quale con nuovi accrescimenti , e connuove osservazioni sta riposto nella Bi-blioteca Augusta, dallo stesso Principe de-nominata e sondata.
(*) Ad alcuni esemplari di questa me-desima edizione manca il ritratto del To-lomei j ma in sua vece sta la figura del-la Vittoria, con un prigione a’suoi piedi,e col motto, preso non meno che il figu-rato, da un’antica Medaglia, VICTORIAETERNA . La copia, eh' io ne tengo ,era nel 1590. di Paolo Emilio Cadamo-fio, Vicentino , letterato versatissimo nelLatino, e nel Greco, che si può registra-re nel ruolo dei puliti calligrafi . Eglinel fine dei libro scrisse di propria ma-no le memorie seguenti : Ex libris Bau-li AEmilii Cadamusti Vicentini anno 1590.28. Martii , qua anno, & mense, 0EI0 su-perioribus diebus , non fine ingenti animi meiinoeróre , & penurbatione , amantistima ,ac dulcijstma mater mea Domina Sybillaa Tabula ex hac mortali ad perpetuam ,ìmmortalem , felicifstmamque vitam trans-mìgravìt , nempe die 20. mense Martio an-no 1590. quatuor tenellis relictis filiis, Fa-bio, Virginia, meque Paulo ASmi/io , &Joanne Baptista . Questa nota potrà , senon ad altri , esser di qualche uso a chiscrivesse le Vite dei letterati Vicentini .Di roano del Cadamosto è supplito il pen-samento di un distico volgare , del qua-le il tempo avea guaste, e rose alquantesettere, comunicato dal Biado a Michele
Tramezzino , stampate dietro ad una sualettera in fine del libro. Il distico è que-sto, composto a norma delle regole dellanuova Poesia del Tolomei;
GRIDAVA in mezzo del mar gon-fiato LEANDRO;
SA AVI M NT E I VAD : MERIO AF O MI.
IlC adamosto supplisce:
SALVAMI MENTRE IO VADO: MEN-TRE RIEDO AFFOGAMI.
Come poi questo libro della nuova Poesìaragionevolmente sia collocato nel Capoàeilibri appartenenti alla Musica, attenderò,chi me lo dimostri , e me ne renda ca-pace . Vero è , che il Tolomei promettene’ suoi Dialoghi , che mai non si sonoveduti , di voler provare , e confermarequesta sua invenzione per principj di Fi-losofia , e di Musica j ma nemmeno i suoiDialoghi avrebbono giustificato il Fonta -nini dal!' aver dato luogo a un tal li-bro nel presente Capo , come niuno viriporria certamente il Canzonier del Pe-trarca, o quel del Tanfillo, o d’altri ri-matori , benché molti loro componimen-ti sieno stati mesti in note musicali ; quan-do per note musicali qui non si prendanole sìllabe lunghe , e brevi , che a normade’versi latini segnano le misure, e leregole della nuova Poesia Toscana del To-lomei , il cui libro vien dedicata da Co-simo Pallavìcino , che era uno di quel!*Accademia Romana , a Monsignor Gian-francesco Valerio , Prelato assai dotto , lo-dato àn\V Ariosto nel Furioso , dal Bem-bo, e da altri . Egli era Veneziano, manon Patrizio , e fini miserabilmente lasua vita.
CLAS-