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cont :ra le antiche versioni Francesi intem po ancora del sommo Pontefice In-nocc nzo III. poiché Valdo , autor de’Vaia lest T Vicleffo, Giovanni Uso , e al-
Note di Apo
tre pesti , prima di Luterò e Calvino jcercarono medesimamente d’ insinuarsiper sale strada . Ma la nostra santaChiesa , la qual sola è la vera , non
vuole
stoio Zeno.
to nel riSg. ai XXVII. di Marzo: temposiel quale può' dirsi che si balbettava ,an; jichè si favellasse Italiano. Nella sud-detta cerimonia Gotofredo Patriarca d’Aqui-lepa predicò in quella Chiesa LITERALI-T ER , Japienter , cioè latinamente , e Ge-t ardo Vescovo di Padova spiegò al popo-lo la medesima predica MATERNALITER,cioè volgarmente . Di quest’ Atto si serviMonsignor Fontanini in altro luogo dellasua opera (Uh. II. cap. IL pag. 118.), sen-.za indicar la fonte donde l’avea cavato;ma poi nella Tavola delle cose notabili,-ci fa la grazia di attribuire al Patriar-ca Olderigo II. ciò che doveva al Patriar-ca Gotofredo.
Oltre ai suddetti sacri Oratori chiamail mostro Monsignore in soccorso il beatoFra Giordanoda Rivalso, che scrisse del izoo.al 330Ò. e di più Fra Girolamo Savonaro-la , e pretende di contar a suo favoreamendue , ma con qualche eccezione . Ilprimo , die’ egli ( pag. 269. ) , molto pitiamico degli accennati disse , e compose lesue Prediche , non ancora stampate in vol-gare , e non in latino . Questa verità ,che pur gli è uscita di bocca , ben co-nosciuta da lui, doveva esser sufficiente aconvincerlo; ma ha saputo trovar la viada schermirsene . Però si ha da riflettere ,continua a dire il nostro fottii Prelato ,che non le disse già egli in Chiesa, ma nellepiazze dinanzi a varie Chiese di Firenze ,come fi trova notato in principio alquante diesse Prediche in un codice antico delta nostraAccademia della Crusca, additatomi dallaerudizione e ugual gentilezza del SignoreAbate Solari, dove fi esprimono le piazzedi Santa Maria novella, de' Priori , diSant’ Apollinare , di Santa Reparata , dìSanta Felicita oltrarno , di Santo Stefanoa Ponte, e di San Lorenzo. Nel 1738. sustampato in Firenze presso i Tartini eFranchi in quarto il tomo I. delle Predi-che di esso FraGiordano , tratte dai codi-ci antichi citati nel Vocabolario dellaCrusca 3 dove nella prefazione dal Signor
Domenico Maria Manni eruditamente siesamina questo punto , e vi si riprova 1’opinione di Monsignore. Nel principio dàciascheduna di quelle Prediche si trovanota del luogo, e del tempo, in cui furonorecitate. In alcune si dice, nella piazza del-la Chiesa, ovvero in lui prato , ovvero inaltro luogo ali’aperto: ma la maggior par-te di quelle Prediche vedesi essere state dettein varie Chiese, come in Santa Maria nuo-va , in Santa Liperata , cioè Riparata ,in Santo Stefano a Ponte, in San Ramalo,e cosi in altre Chiese di Firenze, alcunedelle quali non hanno atrio , nè portico ,col quale sutterfugio crede Monsignore discansare l’opposizione . Molto aggiustata-mente pertanto il Cavalier Lionardo Sal-viatl, parlando di queste Prediche, lasciòscritto QAvvertim. vol.I. lib.VlI. cap. 13.pag.iio.'), che FrateGtordano nella Chie-sa , e piazza di Santa Maria novella nefece. Era dunque LECITO a quel buonReligioso insiti nel secolo XIV. predicarvolgarmente anche in Chiesa.
Discendendo poi Monsignore alle Predi-che di Fra Girolamo Savonarola (p. 270.)pare , eh’ egli non altre ne riconosca persue, se non le XXV. latine, dette in tem-plo diva Reparatte, e volgarizzate da FraGirolamo Giannotti da Pistoja , dell’ Or-dine de’Predicatori , e le altre XXV. la-tine, dette in Santa Maria del Fiore , so-pra il Salmo LXX 1 I. tradotte altresì dalGiannotti , ovvero le altre XLVII. sopraGiobbe , traslatate di latino in volgare dapersona religiosa . Il Padre FraJacopo Que-tis in fine delle sue Giunte alla Vita delSavonarola ( Paris, apud Ludov. Billatne1Ò74. in iz. ) , descritta dal Conte dellaMirandola Gìanfrancesco Fico, dandoci uncatalogo esatto delle opere latine, e vol-gari di lui, ad una ad una ne va nume-rando tutte le Prediche, e fa vedere, qua-li egli ne avesse al popolo Fiorentino re-citate involgare in diverse Chiese, e prin-cipalmente in San Marco, e in Sant a Ma-ria del Fiore,, e da chi fossero state ridot-H hh i te.