LIBRO SESTO
Così dicea piangendo; e tutte al ventoSpiega le vele, onde all’Euboica terraVenne di Clima: al mar danno le proreI naviganti; e l’ancora tenaceLe navi afferma, e il curvo lido intornoDelle lor poppe s’inghirlanda e copre.
Su le spiagge d’Italia ilare e prontaEsultando si gitta a mano a manoLa gioventude: e chi dal selce il chiusoFoco sprigiona; e ehi gli arbori abbatte,D’animali coviglio; e chi le dolciVene dimostra dei correnti rivi.
Intanto Enea sovr’alla ròcca ascende,
Dove il tempio sublime era d’Apollo E l’immane spelonca, ove s’accoglieLa temuta Sibilla , a cui sua grande ^Anima e mente il Delio Nume inspira:Onde, implorata, altrui scioglie il velameDelle cose avvenir. Già per la sacraA Trivia alta foresta erasi messoEnea, dell’aureo tempio uscendo a fronte.Antica è voce, che levarsi a volo