Band 
Tomo III.
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r. i m i ni

E già superbo dcllonor venutoA la sua stirpe, 0 Frigj, egli gridava,

Due volte presi, non vi prende or dunquePiù vergogna dassedj, e da voi stessiVimprigionate per campar di morte?

Ecco il valor di chi con Farmi agognaRubar le nostre donne e farle spose!

Qual Dio , qual mai stoltezza or vha condotti,Con danno vostro, nellItalia ? ForseTrovar qui vi pensaste i profumaliFratelli Alridi, o il ben parlante Ulisse ?

Qui avete a far con dura gente. I figli,

Nati appena, tuftiain ne le correnti,Confermando lor forze allacqua c al gelo.Fanciulli, se ne van quindi a la cacciaPer le foreste, e fanno lor dilettoDomar cavalli e saettar con larco.

Contenta al poco, c a le fatiche avvezza,

La gioventù doma co raslri il suolo,

O col ferro i nemici: in armi è tuttaSpesa la vita, stimolando i buoiCon lasta inversa. le forze emungeLa vecchiezza dellanimo o del corpo;

Chè la canizie de capelli ancoraLelmo sopporta, e di novelle predeE di rapina soslentiam la vita.

A voi di croco e porpora lascivaSplendon le vestimenta effeminate;

Voi, nelle voluttà, nellozio avvolti,

Badate a far carole; e immanicate