Band 
Tomo III.
Seite
591
JPEG-Download
 

unno liM )Llì'IO

5 ti 1

Finché la notte a forza li divelseDa quella vista, e parvero le stelle.

men gran roghi alzar glinfortunatiLatini altronde; e a molti degli uccisiCavar la fossa, e molti ancora ai campiNe traslatàr vicini e a la cittade;

E de corpi confusi e senza nomeFatto un acervo, vappiccar le fiamme.

Arser frequenti a la campagna i fochi,

Infin che il terzo l ombra sciogliendoDella gelida notte, a le combustePire tornaro dogni parte, e TossaDe congiunti cercando e degli amiciFra le cadute ceneri, con moltoPiangere le mandarono sotterra.

Ma il tumulto maggiore, il maggior piantoEra nella cittade e nella reggiaDel re Latino. Ivi le madri insiemeEransi accolte, e le infelici nuore,

E le sorelle a pianger lor congiunti,

E i figli che di padre erano orbati:

Imprecando a la guerra e a sue cagioni,

E aglimenei di Turno; e ad una voceGridavano, che a lui stesse con TarmiDefinir le contese, ove la sposaE limperio del Lazio avesse ambito.

Raggravando i lamenti, a Turno infestoIva Drance più sempre; e nel cospettoAttestava desuoi: che non con altriChe con Turno era guerra, c clic lui solo