dedicatorie 32 5
Nè ;i me certamente era conceduto di tacermi, dolcissimoamico; se non che dallo scrivere mi tenne certo rispettoverso di voi. E chi non vede che lo scrivere versi per lafiglia di Vincenzo Monti , così manifestamente privilegiatodalle Muse, è opera piuttosto presuntuosa, che commenda-bile? E tanto potè cpiesla considerazione, che, d’altrondeoccorrendomi strettissimo obbligo di palesarvi a qualchemodo l’animo mio, ho tolto piuttosto di comparirvi di-nanzi come traduttore, di quello che autore di versi iomedesimo. Abbiatevi adunque P In so a Venere; c sia dilieto augurio agli sposi l’invocazione di Venere, a cui gliAteniesi sagrilìcavano come a Dea senatrice della fedeltàe del pudore.
DELL’ INNO A TEMIDE
AL BAR. E COMM. P. TEODORO SOMENZARI
Soleano gli Ateniesi dar giuramento agli Arconti direggere con amore e con giustizia la repubblica , primache mettessero mano al suo governo. E questa sacra cere-monia, come ne certifica Pausania, venia celebrata neltempio di Temide, alla presenza del popolo e de’ giustissi-mi Areopagiti; che nei pubblici giudizj ricordavano sempreai reggitori dello stato la fede della promessa, ed al popolola sommessione e la fiducia verso gli eletti magistrati. Pareevidente che Bachillide scrivesse l’Inno presente per talicircostanze, richiesto dagli Ateniesi. Che io poi, pubblican-dolo ora nella volgar lingua, lo intitoli a voi nell’occasio-ne che venite a reggere la nostra Provincia, è certo argo-