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Tomo IV.
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dedicatorie 32 5

;i me certamente era conceduto di tacermi, dolcissimoamico; se non che dallo scrivere mi tenne certo rispettoverso di voi. E chi non vede che lo scrivere versi per lafiglia di Vincenzo Monti , così manifestamente privilegiatodalle Muse, è opera piuttosto presuntuosa, che commenda-bile? E tanto potè cpiesla considerazione, che, daltrondeoccorrendomi strettissimo obbligo di palesarvi a qualchemodo lanimo mio, ho tolto piuttosto di comparirvi di-nanzi come traduttore, di quello che autore di versi iomedesimo. Abbiatevi adunque P In so a Venere; c sia dilieto augurio agli sposi linvocazione di Venere, a cui gliAteniesi sagrilìcavano come a Dea senatrice della fedeltàe del pudore.

Brescia , lAprile del 18 12.

DELL INNO A TEMIDE

AL BAR. E COMM. P. TEODORO SOMENZARI

Soleano gli Ateniesi dar giuramento agli Arconti direggere con amore e con giustizia la repubblica , primache mettessero mano al suo governo. E questa sacra cere-monia, come ne certifica Pausania, venia celebrata neltempio di Temide, alla presenza del popolo e de giustissi-mi Areopagiti; che nei pubblici giudizj ricordavano sempreai reggitori dello stato la fede della promessa, ed al popolola sommessione e la fiducia verso gli eletti magistrati. Pareevidente che Bachillide scrivesse lInno presente per talicircostanze, richiesto dagli Ateniesi. Che io poi, pubblican-dolo ora nella volgar lingua, lo intitoli a voi nelloccasio-ne che venite a reggere la nostra Provincia, è certo argo-