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2 (1839) Poemetti / di Vincenzo Monti
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IL PELLEGRINO APOSTOLICO

^ Essa lo sguardo che penetra e gira

Fin sopra i cieli, e linfernal trapassaAmpia vorago di tormento e dira,Profondamente sospirando abbassa,

E colla man la guancia si sostiene,

Da pensici' grave affaticata e lassa;

Ma di reina nel suo duol ritiene

La maestà pur anco, ed infiammarseIl cuor si sente dardimento e spene.

Surse tosto, e sembrò nel suo levarseLa bianca nube, che dal ciel cadutaSul Tabernacol folgorando apparse.

Corre alleroe dincontro, e lo saluta;

E poiché in atto di gentil clemenzaStettesi alquanto, e riguardollo muta:

O uom, disse, cui lalta Intelligenza

Per me tragge a pugnar, per me, che sonoDiva in ciel nata, e dimmortai potenza,Guardami, uom forte, io son che ti ragiono,Io la figlia di Dio; guardami, e curaDunafflitta ti prenda e del suo trono.Piena è limpresa di perigli, e dura;

Ma fia bello il patir, begli i cimenti,

Se il mio spirto ti guida e tassicura.

Le inspirate da me parole ardentiSono una spada che ferisce e sana,

E d ambe parti penetrar la senti.

La ragion, che lerror doma ed appiana,

E Palme inonda debei raggi suoi,

È mia scorta c compagna, è mia germana.Ella sul labbro deglinvitti Eroi,

Su la cui tomba io seggo, e per cui stetti,E del cui sangue mi nutria dappoi,

Contro lorgoglio degli umani affettiParlò sicura, e per le vie del VeroI cuor più schivi attrasse e glintelletti.