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TESEO
SCENA II.
PIRITOO, F. DETTI.
Pir. Lieti annunzi, regina.
Etr. Oli dolcissima voce! oli caro prence!
Narra} il cor s’apre per udirti.
Pir. I faL
Son d’Àtcne cangiati. Infranto il giogoOegli abbonati Pallantidi. U11 nuovoOrdin sorge di cose, una novellaNorma civile; ed il passalo è scuolaDel prudente avvenir. Non più terrore ,Non più leggi di sangue ,
Non più studio di parli, in una solaTutte confuse, nella parte augustaDel popolo.
Etr. E poss’ io
Creder tanto prodigio? Ed il mio figlioPotè senza periglioTanta impresa eseguir?
p IB . Minerva il copre
Del divino suo scudo ^ e governandoIl gran cor di Teseo , gli lega immotaSotto il piede la rotaDell’instabile Diva. Il tradimentoVibra indarno i suoi colpi, ove a MinervaOnniveggente la Fortuna è serva.
Ma di nemici interniSgombra Atene, gli esterniRimane a debellar. Duce Teseo ,
Tutta d’ armi risuona
La risorta citta^ d’armi son tutte
Folgoranti le sacre
Eleusine pianure, cd un’ orrenda