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3 (1840) Tragedie, drammi e cantate / di Vincenzo Monti
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TESEO

SCENA II.

PIRITOO, F. DETTI.

Pir. Lieti annunzi, regina.

Etr. Oli dolcissima voce! oli caro prence!

Narra} il cor sapre per udirti.

Pir. I faL

Son dÀtcne cangiati. Infranto il giogoOegli abbonati Pallantidi. U11 nuovoOrdin sorge di cose, una novellaNorma civile; ed il passalo è scuolaDel prudente avvenir. Non più terrore ,Non più leggi di sangue ,

Non più studio di parli, in una solaTutte confuse, nella parte augustaDel popolo.

Etr. E poss io

Creder tanto prodigio? Ed il mio figlioPotè senza periglioTanta impresa eseguir?

p IB . Minerva il copre

Del divino suo scudo ^ e governandoIl gran cor di Teseo , gli lega immotaSotto il piede la rotaDellinstabile Diva. Il tradimentoVibra indarno i suoi colpi, ove a MinervaOnniveggente la Fortuna è serva.

Ma di nemici interniSgombra Atene, gli esterniRimane a debellar. Duce Teseo ,

Tutta d armi risuona

La risorta citta^ darmi son tutte

Folgoranti le sacre

Eleusine pianure, cd un orrenda