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3 (1840) Tragedie, drammi e cantate / di Vincenzo Monti
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LA SUPPLICA

Mel. Vero pur troppo. E intantoCon miserando errore11 popolo e lattoreSi viziano a vicenda. E noi devotoDe nostri studi non vanliam clic il saggioStuol cittadino clic dOlona in rivaL arte nostra coltiva. Amor del meglio ,Verecondia, costume ,

Decenza , gravità,utto si tentaSu quelle scene a nostro onor , le soleChe arrossir non ne fanno.

Tal.} ma che giova se favor non hanno?

Se mancan mezzi ed ogni via ?...

Mel. poco

Nella bontà confidi

Del maggior demonarchi? Orsù, tronchiamo

Le dimore, corriamo

Coraggiose al suo piede

De nostri torti a dimandar mercede.

Tal. Sai che farem ? Tu avvezza

A conversar co regi, e a non temereLo strepito detuoniChe circondano i troni, te n andraiDritto allItalo Giove, e parlerai.

Io timida e modesta

Presenterò mie preci a piè d un solio

Non di folgori cinto e di terrore,

Ma dalle Grazie solo e dallAmore.

Se dun guardo mi degnaLaugusta Giuseppina . . .

Mel. Ora tintendo.

Va, che scaltra tu sei,

del successo paventar più dèi.

Inesaudito dalleccelsa DonnaMai nessuno tornò. Vive in quel coreDell italico onore