SONETTI
Sopra la Morte.
Morte, che se’ tu mai ? Primo elei danniL’ alma vile e la rea ti crede e teme }
E vendetta del Ciel scendi ai tiranni,
Che il vigile tuo braccio incalza e preme.
Ma l’infelice, a cui de’ lunghi affilimi
Grave è l’incarco, e morta in cuor la spemeQuel ferro implora troncator degli anni,
E ride all’ appressar dell’ ore estreme.
Fra la polve di Marte e le vicende
Ti sfida il forte, che ne’rischi indurajE il saggio senza impallidir ti attende.
Morte, che se’ tu dunque ? Un’ ombra oscura,Un bene, un male, che diversa prendeDagli affetti dell’uom forma e natura.
rei- celebre scioglimento di matrimonio.
Su P infausto Imeneo pianse, e rivolseAltrove il guardo vergognoso Amore :>Pianse Feconditade, e al Ciel si dolse,L’ onta narrando del tradito ardore.
Ma del fanciullo citcrco si volse
Giove dall’ alto ad emendar P errore :Vide P inutil nodo e lo disciolse,
E rise intatto il virginal Pudore.
Or sul tuo fato in ciel tiensi consiglio,Ligure Ninfa, ed altra insidia ha tesaPer vendicarti di Ciprigna il figlio.
E ben farallo che alla dolce impresaFia sprone il balenar- del tuo bel ciglio ,L’ età clic invita, e la svelata offesa.