CANZONETTE, ANACKEONTICIIE
L’ INFORTUNIO
AiLA STESSA
Da quel (lì che il tuo sembianteSi fé’ incontro agli occhi mici,Da quel dì, da quell’istanteLibertade, ohimè! perdei.
Forza ignota d’ alto affettoDentro il sen mi penetrò,
Ed il core a mio dispettoCrudelmente m’involo.
Nè mi valse indosso avereCerta roba di magia ,
Che d’ amor 1’ alto potereRende nullo e il caccia via 5
Un gran dente del feroce
Can di Pluto, e 1’ orpimento,E la scorza della noceInfornai di Benevento
E la ruta ed il trifoglio,
E altre cose di valore,
Che portar in tasca io soglioContro i mali dell’ amore.
Quei begli occhi, quel sorriso ,Quel tuo labbro di corallo,Bella Ninfa, avrian conquisoAnche un core di metallo.