canzonette , anacreontiche
Misera ! all’ alto giuro
La man stendea tremante}
Gilè doloroso e scuro
Vedea spiegarsi 1’ avvenire innante.
Ma prese Amor consiglio
Da fermo senno, e disbendossi il ciglio.
Indi scelto un quadrelloDi fulgid’oro, al pettoDi prò Garzon, clic belloHa del pari il sentir che l’intelletto,Vibrò di forza. In cantoÀllor si volse delle Grazie il pianto.
Salve, il canto dicea,
Salve, Gai’zon beato.
La divina Aretea 4 7
Resse il dardo d’Amor che t’ha piagato
Ed Aretea fu quella
Clic al tuo bacio educò l’aurea Donzcll
Severa Dea, che godiNe’ tuoi santi delubriIn amorosi nodi
Stringere il cor delle fanciulle insubri,
E cinte il crin di rose
Condurle all’ ara avventurate spose}
Odi il plauso che suonaA te di laude in rivaDel tuo diletto Olona.
Salve, cara alle madri inclita Diva}Salve, prima salute,
Prima ai figli ricchezza, alma Virtute.