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Salve, o santa Virtù, clic su la terraPochi incensi fumar vedi al tuo nume,Perchè soverchio il Vizio ti fa guerra :
Se indarno lusingar al tuo bel lumeSenti il Mondo briaco, e lordi intornoSon gli altari di fango e sucidume,
Già non per questo del terrcn soggiornoSchiva ti mostri, nè ancor vuoi, nè sa;Cercar sdegnata al patrio cicl ritorno ;
Chè dal comun disordine tu fai
Più pura emerger tua bellezza , e spandiFra tanto orrore più lucenti i rai.
Nè penuria è quaggiù d’anime grandi
Fide al tuo cenno, e di cui fama suoni,Che d’ Em-opa all’Amor le raccomandi.
Ecco d’Erthallo , clic de’ tuoi campioniAl numero s’aggiunse, entro il cui pettoDi nuova speme il fondamento poni.
Tu l’allattasti in cuna, e pargolettoRiposandoti in grembo, ci le pupilleAlla luce avvezzò del tuo cospetto.
Tu gli piovesti al cor dolci scintille,
Qual sopra un fior di fresca primaveraCadon dell’ alba 1’ odorate stille.
Tu maestra sagace e condottiera
Il cammin gli segnasti, onde spediloCorrer di gloria l’immortai carriera.
Nè tacesti 1’ onor del sangue avito,
Ma de’ gran padri in ordine distintoLa bruna immago gli mostrasti a dito.
Altri di lunga scimitarra cinto
Corse di Marte i campi, e duro atletaTornò di quercia e di bei lauri avvinto :
Altri, rivolti a più felice meta,
Di sudor sacro sparsero le frontiDel Santuario all’ombra mansueta.