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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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OTTAVE

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Per la ricuperata salute

della signora Marchesa Beatrice Serbclloni Trivulzio.VO TO AD I Gì A

Questi allegri fioretti e queste infuseDi salubre virtù felici erbette,

Clic propizie servar le sante MuseDalle fiere eli Sirio ignee saette,

L’appio, il timo, la persa, e le confuseAl serpillo melisse oclorosette,

Queste a te, diva Igfa, sacra il pastoreChe le quattro cantò rose d’Amore . 58(Irato ei le sacra a te, clic al fin degnastiL’ alma Bice allegrar del tuo sorriso,

E, mite al nostro supplicai', tornastiAl caro volto colle grazie il riso.

Ma deh! sia saldo il tuo favor, deh! bastiQuel suo lungo languir qual fior succiso.Tien fede a Bice, e un inno avrai che onoriIl tuo bel nume più che l’erbe e i fiori.

Nell’offerire alla coltissima- donzella signora AdelaideCalderara, ora maritata col signor Giacomo Butti,un esemplare dell’Iliade tradotta.

Questi, eli’ io volsi nella mia favella.

Carmi divini del famoso Greco,

Pegno d’amore io t’offro, alma Donzella,

Di quell’amor che stima e non è cieco.

Qui d’ alte fantasib, qui della bellaNatura il tipo a’ tuoi pennelli io reco :

Ma se vuoi di virtude al vivo espressaFinger la cara idea, pingi te stessa.