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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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SATIRICHE, EC. 33 I

Misto fragor di timpani c trombettiRumoreggiando per l’immensa calcaS’appressa, e il fior de’ Cavalieri elettiSu focosi destrieri alto cavalca.

Ecco di genti soggiogate e dome

Che fremean dell’Orante in su la riva,

Carca di ferro ed ispida le chiomeLa terribil cervice andar cattiva.

Orrido ingombro alle stridenti carra

Fan sciable e lancie affumicate e brune,

E rotti avanzi di nemica sbarra,

Che stan confusi fra turbanti e lune.

Veggo sublimi tremolar le code

De’ Barbari bassa spiegate al vento,

E le dita il crudel Trace si rode,

Mentre obliquo le guata e turbolento.

Qua colle braccia mozze e sanguinoseSenti chieder pietà corpi feriti ^

Là miri il pianto dell’ Odrisie spose,

Già vedove d’amanti e di mariti.

Sì triste oggetto intenerisce ed angeAlle donzelle spettatrici il core :

E intanto a chi per lor sospira e piangeSi fa pompa d’orgoglio e di rigore.

Duncjue a farvi con noi dolci c pietoseNon bastano d’arnor le piaghe acerbe!

Voi sareste più belle e più vezzose,

Se ancor foste men crude e men superbe.

Questo si lasci detestato vantoAi Tartari feroci, agli Affricani;

Noi li trarremo per le vie frattanto,

Incatenati e piedi e collo e mani.