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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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SATIRICHE, EC.

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IMITAZIONE DI FAVOLE RUSSE

IL SACCO

Giaceva in un cantone

D’anticamera urnil vóto un saccone,

Che ad altro non servia

Clic a nettar gli stivali a chi venia.

Or odi gioco della sorte. A casoV’inciampa la Fortuna,

E tutto ad occhi chiusi e sonnolentiTe lo riempie di zecchini ardenti.Miracoloso cangiamento! Il sacco,

Quel rozzo sacco e sozzo,

Divien subitamente

L’idolo della gente. Ognun l’inchina.

Ognun chiede l’onore

Di suo buon servitore} e il cortigiano

Se gli sprofonda col cappello in mano.

Ed ecco che già passaIl nostro sacconaccioDal suo vile covaccioIn preziosa cassa

Di scpiisito lavoro: ecco il padrone

Della casa pigliarne

La più gran cura, e visitarlo spesso,

E dal fango egli stesso

Polirlo, ripolirlo, c allontanarne

Fin le mosche. Che più? Fiso in lui sta

Il ernioso sguardo

Di tutta la città.