SATIRICHE, EC.
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IMITAZIONE DI FAVOLE RUSSE
IL SACCO
Giaceva in un cantone
D’anticamera urnil vóto un saccone,
Che ad altro non servia
Clic a nettar gli stivali a chi venia.
Or odi gioco della sorte. A casoV’inciampa la Fortuna,
E tutto ad occhi chiusi e sonnolentiTe lo riempie di zecchini ardenti.Miracoloso cangiamento! Il sacco,
Quel rozzo sacco e sozzo,
Divien subitamente
L’idolo della gente. Ognun l’inchina.
Ognun chiede l’onore
Di suo buon servitore} e il cortigiano
Se gli sprofonda col cappello in mano.
Ed ecco che già passaIl nostro sacconaccioDal suo vile covaccioIn preziosa cassa
Di scpiisito lavoro: ecco il padrone
Della casa pigliarne
La più gran cura, e visitarlo spesso,
E dal fango egli stesso
Polirlo, ripolirlo, c allontanarne
Fin le mosche. Che più? Fiso in lui sta
Il ernioso sguardo
Di tutta la città.