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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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NOTF.

V. 3a. Suburra

11 quartiere delle bagasce.

V. 33.. . . canilidus umbo:

La toga virile. Umbo é propriamente il centro dello scudo. Qui si-gnifica il centro delle pieghe nella toga medesima, che corrugata avevaappunto sembianza di scudo. La gioventù, assunta questa toga, giravaa suo senno per la città, custode remoto.

V. 64- Fmge Cleanthea .

La dottrina morale degli Stoici. Cleante fu tra più illustri scolari diZenone , ed anzi suo successore. Colla parola fruge Persio poi indica ilsapere, perocché la cultura de campi trasportata a significare la cul-tura dellanimo è bella metafora usata anche da Cicerone e da più altri.

V. j3. ut quisque Velina.

Publius emeruit, scabiosunt lesserula far, ec.

Allorché davasi ad uno schiavo la libertà, se gli poneva pure un pre-nome qualunque di cittadino romano, di Publio, p. e., di Marco, diQuinto, cc. Persio dunque, avarissimo di parole, pone qui un Publio as-soluto, con che vuole sintenda uno schiavo fatto libero col prenomedi Publio. Velina è il nome della tribù a cui si suppone ascritto il li-berto. Tessendo, diminutivo di tessera, è la bulletta o contrassegno qua-lunque, mediante il quale si partecipava alla distribuzione di grano chesi dava gratuito ai poveri cittadini.

V. ^6. Vertigo .

La giravolta innanzi al pretore sedente, in virtù della quale lo schiavoacquistava la- libertà, chiamavasi vertigo da vertere.

V. 88. Vindicta . . . .

Nella cerimonia della manomissione, fatta la giravolta, il pretore toc-cava lo schiavo con una verga, detta vindicta, eo quod vindicabat in li-bertatem, o da Vindicio, nome di quello schiavo, di poi fatto libero, chescoperse la congiura dei Tarquinj sotto il consolato del primo Bruto .

E con questo toccare il dimetteva libero cittadino. Questo rito medesi-mo é stato abbracciato da santa Chiesa ncllassolvere dai veniali. Il pe-nitenziere si sta sedente nel suo confessionale. I penitenti gli si presen-tano inginocchiati in distanza di cinque o sci piedi; c il reverendo pcr-cotcndoli dolcemente con una lunga bacchetta sopra la testa, li mandanetti dogni macchia peccaminosa.

V. 90. Masuri rubrica .

Il titolo delle leggi si scriveva in lettere rosse, con terra 0 cera mi-niata, detta rubrica. Quindi il rubras leges di Giovenale . Masurio (ugiurisprudente celebratissimo e poverissimo al tempo di Tiberio , e tienequi luogo della stessa giurisprudenza.