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Da ine mcdesino, o da qualcli’altro Aclieo?
O cerchi schiava giovinetta, a cuiMescolarti in amore alla spartita ?
Eh via ! che a sommo imperador non liceScandalo farsi de’minori. Oh vili,
Oh infami, oh A clave , non Achei! FacciamoVela una volta ^ e qui costui si lasci,
Qui lui solo a smaltir la sua ricchezza,
Onde a prova conosca se 1’ aita
Gli è buona o no delle nostr’armi. E dianzi
Noi vedemmo pur noi questo superbo
Ad Achille, a un guerricr, che si Favanza
Di fortezza, far onta? E dell’offeso
Non si tien egli la rapita schiava ?
Ma se d’Achille il cor di generosabile avvampasse- G un indolente vileNon si fosse egli pur, questo sariaStato F estremo de’ tuoi torti, Atride.
Così contra il supremo AgamennoneImpazzava Tersite. Gli fu sopraRepente il figlio di Lacrte c, torvoGuatandolo, gridò: Fine alle tueFaconde ingiurie, ciarlator Tersite }
E tu sendo il peggior di quanti a TrojaCon gli Atridi passar, tu audace e soloNon dar di cozzo ai re, nè rimenarliSu quella lingua con villane aringhe ,
Nè del ritorno t’impacciar ^ clic il fineDi queste cose al nostro sguardo è oscuro ,
Nè sappiam se felice o sventuratoQuesto ritorno riuscir nc debba.
Ma di tue contumelie al sommo AtrideSo ben io lo perchè : donato il vediDi molti doni dagli acliivi eroi}
Per ciò ti sbracci a maledirlo. Or ioCosa dirotti, che vedrai compiuta :
Se com’oggi insanir più ti ritrovo,
Caschimi il capo dalle spalle, e dettoDi Telemaco il padre io più non sia,
Mai più, se non t’ afferro . e delle vesti