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Gli altri aspettando, e separati? A voiEntrar convicnsi nella mischia i primi,
Perchè primi io vi chiamo anche ai conviti,Ch’ai primati imbandiscono gli Achei.
Ivi il saune saporar vi giovaDelle carni aiTOstite , e a piena golaDi soave lico cioncar le tazze.
Or vi giova esser gli ultimi, e vi foraGrato il veder ben dieci squadre acheeInnanzi a voi scagliarsi entro il conflitto.
Lo guatò bieco Ulisse , e gli rispose :
Qual detto , Atride , ti fuggì di bocca ?
E come ardisci di chiamarne in guerraNeghittosi? Allorché conira i TrojaniDaran principio al rio marte gli Achei,
Vedrai, se il brami e te ne cal, vedraiNelle dardanie file antesignaneDi Telemaco il padre. Or cianci al vento.
Veduto il cruccio dell’eroe, sorriseL’Atride, e dolce ripigliò : DivinoDi Laerte figliuol, sagace. Ulisse ,
Nè sgridarti vogl’io, nè comandarti
Fuor di stagione^ ch’io ben so che in petto
Volgi pensieri generosi, e senti
Ciò ch’io pur sento. Or vanne, e pugna} e s’ora
Dal labbro mi fuggì cosa mal detta,
Ripareremla in altro tempo. IntantoNe disperdano i numi ogni ricordo.
Ciò detto, gli abbandona, e ad altri ci passa}E ritto in piedi sul lucente cocchio11 magnanimo figlio di Tidéo ,
Diomede , ritrova. Al fianco ha Stèndo,
Prole di Capanéo. Si volse il sireAgamennone a Diomede , e rattoCon questi accenti rampognollo: Ahi! figlioDel bellicoso cavalier Tidéo,
Di che paventi ? Perchè guardi intornoLe scampe della pugna? Ah! non soleaCosì Tidéo tremar } ma precorrendoD’assai gli amici, co’nemici ei primo