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4 (1840) Iliade di Omero / traduzione di Vincenzo Monti
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LIBRO QUINTO

ARGOMENTO

Diomede, roìlajulo di Palludc, la !e più mir.ihili proti.*. li furilo da P.mdaro con una frec-cia. Minerva gli ridona il vigore. Ritorna egli alla pugna, ed uccide inulti nemici, fraqualiPamlaro j eoo un sasso colpisce; Enea nel ginocchio. Veliere , aepfirs^ per salvare il figlio , èda lui Forila in una mano. Salita all* Olimpo la Dea, c risanata da Peone. Enea , inseguito daDiomede , viene tratto in salvo da Apollo . Marte incoraggia i Trojani. Sarpedonte uccideTlepolemo. Prevalendo Ettore c Marte, Diomede è costretto a retrocedere. Giunone e Mi-nerva discendono a soccorrere i Greci. Diomede , istigato da Minerva, ferisce Marte nel ventre.(I Dio , mugghiando pel dolore, sale al cielo, ed è rampognato da Giove. Peone risana la suaferita.

Allor Palla Minerva a Diomede Forza infuse ed ardire, onde fra tuttiGli Achei splendesse glorioso e chiaro.Lampi gli usciali dall elmo e dallo scudoDinestinguibil fiamma, al tremolioSimigliante del vivo astro dautunno,

Che lavato nel mar splende più bello.

Tal mandava dal capo e dalle spalleDivin foco leroe} quando la DivaLo sospinse nel mezzo, ove più densaFerve la mischia. Era fraTeucri un certoDarete , uotn ricco e donoranza degno,

Di Vulcan sacerdote, e genitoreDi due prodi figliuoi mastri di guerra,Fegéo nomati e Ideo. Precorsi agli altri,

Si fér costoro incontro a Diomede ,

Essi sul cocchio, ed ei pedone : e a fronteDivenuti così, scagliò primieroLa lungasla Fegéo. Lasta al TidideLaudi! lòmero manco, e non loffese.