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4 (1840) Iliade di Omero / traduzione di Vincenzo Monti
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LIBRO IX

9 S

La mia mente inchinar prima che luttoPagato ei mabbia delloffesa il fio.

Non vola figlia di costui. FossellaPari a Minerva nellingegno, e il vantoDi beltà contendesse a Citeréa ,

Non prenderolla in mia consorte io mai.Serbila ad altro Aclieo, che al grandAtridcPiù di grado sadegui e di possanza.

A me, se salvo raddurranmi i numiAl patrio tetto, a me scerrà lo stessoPeléo la sposa. Han molte Eliade e FtiaFiglie di regi assai possenti : c qualeDi lor vorrò, legittima e dilettaMoglie farolla } e mi godrò con essaNella pace, a cui stanco il cor sospira,

11 paterno retaggio. E panni in vero,

Che di mia vita non pareggi il prezzo tutta lopulenza in Ilio accoltaPria della giunta degli Achei, quantoTesor si chiude nel marmoreo tempioDel saettante Apollo in sul petrosoBalzo di Pito. Raequistar si ponnoE tripodi e cavalli e armenti e greggi}

Ma lalma che passò del labbro il varco,

Chi la racquista? chi del freddo pettoLa riconduce a ravvivar la fiamma ?

Meco io porto (la Dea madre mel dice)Doppio fato di morte. Se qui restoA pugnar sotto Troja, al patrio lidoMè tolto il ritornar, ma dimmortaleGloria 1 acquisto mi farò. Se riedoAl dolce suol natio, perdo la bellaGloria, ma il fiore demiei non fiaTronco da morte innanzi tempo, cd ioLieta godronimi e diuturna vita.

Questa meleggo, e gli altri tutti esortoA rimbarcarsi, e abbandonar di TrojaLimpossibil conquista. Il Dio detuoniSu lei stese la mano, e rincorarsiI suoi guerrieri. Itene adunque: c come