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4 (1840) Iliade di Omero / traduzione di Vincenzo Monti
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ILIADE

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E per la pelle dellirsuta feraTra i Curcti e gli Etóli una gran liteSuscitò. Finche in campo il bellicosoMeleagro comparve, andar disfatti,

Benché molti, i Cureti, e approssimarseUnqua alle mura non potean. Ma lira,

Che anche i più saggi invade, il petto acceseDi Meleagro , e la destò la madreAltea, che, forte pefratelli uccisiCrucciosa, il figlio maledisse} e il suoloColle man percotendo , inginocchiataE forsennata, con orrendi preghi,

Di gran pianto confusi, il negro PlutoSupplicava c la rigida moglieraDi dar morte alleroe: dal profondoOrco fu sorda limplaeata Erinni.

Del materno furor sdegnato il figlio,

Lungi dall armi si ritrasse in braccioAlla bella consorte Cleopatra ,

Di Marpissa Evenina e del possenteIda figliuola, di quellIda, io dico,

Che traguerrieri desuoi tempi il grido.

Di fortissimo avea, tanto che conteaLo stesso Apollo per la tolta ninfaArdì 1 arco impugnar. Mutato posciaDi Cleopatra il nome, i genitoriLa chiamaro Alci'on, perchè simileAlla mesta Alcion gemea la madre,

Quando rapida il saettante Iddio.

Con gran furore intanto eran le porteDi Calidone e le turrite muraCombattute e percosse. Eletta schieraDi venerandi vegli e sacerdoti,

A Meleagro deputati, il pregaDi venir, di respingere il nemico,

A sua scelta offerendo di cinquanta ,;JJugeri il dono, del miglior terrenoDi tutto il caledonio almo paese,

Parte alle viti acconcio c parte al solco.

Molto egli pure il genitor lo prega,