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4 (1840) Iliade di Omero / traduzione di Vincenzo Monti
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LIBRO X

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Spoglie depostc, rapido rimonta,

E flagella i corsier, che verso il mareDivorano la via volonterosi.

Primo udinne il romor Nestore, e disse:O amici, 0 degli Achei principi c duci,Non so se falso il cor mi parli , 0 vero}

Pur dirò : mi ferisce un calpestioDi correnti cavalli. Oh fosse Ulisse !

Oh fosse Diomede , che veloci

Gli adducessero a noi tolti aTrojani!

Ma mi turba timor, che a questi prodiNon avvegna fra Teucri un qualche danno.

Finite non avea queste parole,

Che i campioni arrivar. Balzaro a temi}

E con voci di plauso e con allegroToccar di mani gli accogliean gli amici.Nestore il primo inlerrogolli : O sommoDegli Achivi splendore, inclito Ulisse ,

Che destrieri son questi? ove rapiti?

Nel campo forse de Trojani? 0 dielli,Fattosi a voi dincontro, un qualche iddio?Sono ai raggi del Sol pari in candoreMirabilmente} ed io, che sempre in mezzoA Trojani mavvolgo, e, benché veglioGuerrier, restarmi neghittoso aborro,

Io questi, pari altri corsieriUnqua vidi, seppi. Onde per viaQualcun mi penso degli Dei vapparve,

E ven fe dono} perocché voi cariSiete al gran Giove, adunator di nembi,

E alla figlia di Giove, alma Minerva.

Nèstore , gloria degli Achei, risposeLaccorto Ulisse , agevolmente un DioPotria darli, volendo, anco migliori}

Gilè gli Dei ponno più dassai. Ma questi,Di che chiedi, son traci e qua di pocoGiunti : al re loro e a dodici deprimiSuoi compagni diè morte Diomede ,

E trediccsmo un altro n uccidemmo,

Dai teucri duci esplorato! spedito