LIBRO X
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Spoglie depostc, rapido rimonta,
E flagella i corsier, che verso il mareDivorano la via volonterosi.
Primo udinne il romor Nestore, e disse:O amici, 0 degli Achei principi c duci,Non so se falso il cor mi parli , 0 vero}
Pur dirò : mi ferisce un calpestioDi correnti cavalli. Oh fosse Ulisse !
Gli adducessero a noi tolti a’Trojani!
Ma mi turba timor, che a questi prodiNon avvegna fra’ Teucri un qualche danno.
Finite non avea queste parole,
Che i campioni arrivar. Balzaro a temi}
E con voci di plauso e con allegroToccar di mani gli accogliean gli amici.Nestore il primo inlerrogolli : O sommoDegli Achivi splendore, inclito Ulisse ,
Che destrieri son questi? ove rapiti?
Nel campo forse de’ Trojani? 0 dielli,Fattosi a voi d’incontro, un qualche iddio?Sono ai raggi del Sol pari in candoreMirabilmente} ed io, che sempre in mezzoA’ Trojani m’avvolgo, e, benché veglioGuerrier, restarmi neghittoso aborro,
Io nè questi, nè pari altri corsieriUnqua vidi, nè seppi. Onde per viaQualcun mi penso degli Dei v’apparve,
E ven fe dono} perocché voi cariSiete al gran Giove, adunator di nembi,
E alla figlia di Giove, alma Minerva.
Nèstore , gloria degli Achei, risposeL’accorto Ulisse , agevolmente un DioPotria darli, volendo, anco migliori}
Gilè gli Dei ponno più d’assai. Ma questi,Di che chiedi, son traci e qua di pocoGiunti : al re loro e a dodici de’primiSuoi compagni diè morte Diomede ,
E trediccsmo un altro n’ uccidemmo,
Dai teucri duci esplorato!’ spedito