LETTERE
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Intanto io supplico di dar mano alla stampa, e onorarmiinsieme di suo cortese riscontro ; significandomi in qualimani io debba poi sborsare il pagamento dell’ edizione,della quale non farà tirare che cinquecento esemplari, edi questi una decina in carta finissima.
Al conto che V. S. 111. mi manderà, io non farò il ri-basso K d’un soldo; avendo io troppa fede nella sua discre-tezza ed onoratezza. Bensì la prego di affrettare la stampail più che sia possibile, e dirmi dentro qual termine potròsperare d’ averla.
In quanto all’ortografia , qualora non abbia ella tempod’incaricarsi di questa briga, potrà affidarla al p. Affo ,a cui 1’ abate Serassi deve avere scritto a questo fine me-desimo. Del rimanente il manoscritto non le serva nientedi norma; non dovendo io fidarmi molto della mia esattezzae pazienza nello scrivere e nel correggere.
Per sua istruzione nel rispondermi, io mi trovo in Roma fino alli sedici del corrente. Dopo sarò ai bagni di Lucca,ove mi trasferisco in compagnia dei signori Principi BraschiOnesti. Perciò, scrivendomi, abbia 1’ avvertenza di porre lamansione presso le medesime Eccellenze Loro ; chè in talmodo le lettere mi perverranno sicurissime. Sono con tuttala stima, ctc.
ALLO STESSO
Cesena, 9 agosto 1786.
Trasmetto il rame da porsi in fronte all’Aristodemo,1’ edizione del quale già suppongo a suo termine.
Compita dunque che sia , io la prego di fare le spedi-zioni seguenti. Un esemplare a Tiraboschi, un altro al-1’ abate Andres, un altro a Cesarotti , uno al cav. Vannetti,ed uno all’ abate Arteaga. Il resto delle stampe, impac-chettato in due 0 tre rotoli, al signor Conte Marchisiodi Modena . Prima di tutto però amerei di avere il mio