LETTERE
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le sue grazie c le mie obbligazioni, e spedirmene di costàun esemplare legato a suo piacimento, e clic sia più disin-volto che ricco. Circa le altre cose mi riporto all’ ultimamia 5 e se il rame non sarà adattabile, poco male, anzinessuno, perchè scomparirebbe di troppo.
Non si dimentichi de’ miei saluti e ringraziamenti aldottissimo p. Affò ; c se il signor Mazza si ricorda piùdell’ abate Monti, lo preghi in mio nome di gradire unacopia della mia tragedia, e in essa un dono dell’amiciziae della stima che fo sempre di lui.
Un altro esemplare ne farà presentare al signor Mar-chese Manara, c questo in nome del signor Conte Rezzo-nico della Torre.
Mi onori ella poi de’ suoi comandi e della sua amicizia,che, essendo di uno degli uomini più meravigliosi di questosecolo, sarà per me sacra ed inviolabile, etc.
PS. Nel ristampare eh’Ella farà Japag. 47: potrà ancoralevar via l’interrogativo che incontrasi nella stessa riga,giacché senza di esso l’ironia acquista più forza e più spirito.
ALLO STESSO
Cesena, 4 ottobre 1786.
Scrivo sul momento di partire per Roma , e sono le do-dici d’Italia . L’ essere stato sempre occupatissimo in questiultimi giorni ha fatto che io mi riduca così alle strette.
La ringrazio della spedizione} ma vorrei che non si fossedimenticata la correzione dell’ errore trovato in non soquale delle ultime pagine. Se avessi presente il libro , losegnerei} ma basta F averglielo indicato nell’ ultima mia.
A Roma aspetto un altro centinaio di esemplari oltre igià spediti. Gli altri, dovendosi dispensare per la Lombar-dia , la prego tenerli presso di sè. Intanto mi mandi ilconto della spesa. E in gran fretta mi creda, etc.
PS. Il Papa mi scrive queste precise parole; Abbiamo