LETTERE
6 9
Eccovi quattro sonetti sulla Morte di Giuda recitalinella sera del Venerdì Santo . Se non vi piaceranno, nonve ne manderò più. Scrivetemi, e credetemi senza compli-menti, etc.
ALLO STESSO *
Mio caro amico. — Perchè non abbiate a dire che la miaimmaginazione è sempre truce e rabbiosa, eccovi una can-zonetta tutta dolce e di zucchero. E uno scherzo di moraleepicurea, e cade in acconcio dopo i sonetti di Giuda . Statedunque a sentire:
Finche l’età n’invita, eie. (*)
Che ne dite? non fo compassione a toccar le corde d’Ana-creonte ? Sarebbe bella che qui pure voi trovaste nellamia canzonetta tutta quella grande filosofia, che Aristotele trovava nella poesia di quel vecchio pederaste.
E che vorreste voi che dicesse Alfieri delle mie tragedie?Egli non farà che compiangermi, e n’ha ben ragione.
L’ Omero vivente è un certo Mazza di Parma, col qualeho in campo una terribile guerra letteraria che non finiràcosì presto, ma ci rido e vo cantando : Tra mah gatteera venuto il sorco. Scrivetemi spesso, perchè prendo di-letto delle vostre lettere, ed amate più che potete chimolto vi ama, etc.
PS. Avrei bisogno di un severo ed imparzialissimo esamecritico del Manfredi. Siete voi disoccupato?
(’) Vedi questa canzonetta nel tomo I, pag. 126 della presente col-lezione. (L'Editore.)