LETTERE
ALLO STESSO
A. C. — Finalmente rivive il nostro carteggio. Io nonsapea nulla della vostra emigrazione da V..., e mi stupivadel vostro silenzio sull’ ultima mia, come voi vi saretestupito del mio sull’ultima vostra. Io però, se non risposi,non tralasciai per questo di fare a Bartolucci la vostra am-basciata } ed egli mi rispose che avea già raccomandatoil vostro affare a monsignor Albata.
Mi tormentano ancora per l’esame del Manfredi. Ionon I10 nò tempo nò pazienza per farlo, nò ho il corag-gio di consigliar voi ad essere il Longino , o l’Aristarco diquesta Tragedia.
Ho una gran voglia di mandarvi qualche pezzo del mioGracco , c forse lo farò nello spedirvi le due copie delManfredi, che ricapiterò secondo la vostra direzione. Mavoi non avete voi nulla da contraccambiarvi? Qual profittotraete voi dunque dalla vostra solitudine? Se vi dimenti-cate delle Muse, almeno ricordatevi del vostro, etc.
ALLO STESSO
Dai Bagni di Nocera , 3 agosto 1788.
Amico sempre carissimo. — Ponete mente alla data diquesta lettera. Io mi trovo qui fino dallo scorso venerdì,e qui mi bagno un poco, mi annoio moltissimo, e nientescrivo fuorché lettere per il padrone , in compagnia delquale sono venuto. Tutto il mio piacere consiste in guardareil sole quando tramonta, e alzarmi di buon’ora per assisterealla sua nascita, e veder le rondini che cantano il suoritorno, e i contadini che vanno al lavoro, e le pecore che siarrampicano sopra queste montagne, c tutta la natura ral-