LETTEP.E
85
e vi scongiuro di moderare questo siffatto giudizio , o dienunciarlo in una maniera più modesta e più rispettosa.Siete così abbondante d’ingegno, che facilmente ve ne disim-pegnerete } ma, in un modo o nell’altro, fatelo per ca-rità. Mi consolate colla promessa del settimo articolo, e viesorto a non risparmiarmi. Intanto è bene eli’ io vi dicache probabilmente il vostro editore sarà Bodoni. Ricevolettera da lui in cui sono pregato di certa cosa ch’io gliaccorderò a condizione che s’incarichi della pubblicazionedel vostro scritto. Fra pochi ordinari ne sentirò la risposta,che spero favorevole.
Ho cominciato il quinto Canto e interrotte le note perripigliarle in fine e mettermi del paro col testo e coi fattiche ho intrapreso a descrivere. Ricordatevi che desiderodi provarvi coll’ opere la mia amicizia, e vi son altri chebramano lo stesso. Addio. Etc.
ALLO STESSO
io dicembre g3.
Caro amico.—Vi scrivo colla sarica indosso e gli stivaliin gamba sul momento di partire per una gran caccia inCampomorto. In questo punto ho fatto anche un piego perMilano , ove mando per ora i primi tre articoli delle vostreOsservazioni, non essendo gli altri ancora copiati. Se nullavi piace di mutare su quanto vi scrissi, fiat voluntas tua. Ilmio consiglio non aveva per oggetto che di risparmiare ame e a voi dell’ invidia : del resto, non penso così umil-mente di me medesimo da credermi indegno delle vostrelodi . Son persuaso che dopo la morte del vostro poeta,tutti penseranno di lui istessamente, siccome io penso puredel suo panegirista. Ma sulla nota similitudine Virgiliana,con sua pace, egli avrà sempre torto} nè la bella ed infe-dele traduzione del Caro giustificherà punto il deciso (seb-ben grazioso) ridicolo di cui è stata coperta. Ho aggiunta