LETTERE
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modestamente di sè medesimo. Ve ne fo i miei compli-menti in iscritto, e ve li farò in persona, se qualche furorpoetico non vi porta fuori di Lombardia in agosto e set-tembi’e. Perchè mi capiate , io parto fra pochi momentiper la Romagna , e di là mi lascerò balzare dal capriccioe dalla fortuna. Vedrò Bologna e Ferrara, e forse Venezia ,e da questi luoghi s’arriva a Mantova coi tre passi diNettuno. E se vengo , indovinate a chi sarà dedicata laprima mia visita ? Al vostro vecchio Virgilio, a cui vi pregodi rassegnarmi buon servitore, ed anche amico, se vuole.Il mio compagno di viaggio sarà il mio padrone , che visaluta e clic spera bearsi con qualche vostro improvviso.
Il servitore mi porta gli stivali, e i cavalli sono attac-cati. Addio, anima platonica. Un saluto a vostro marito,e un altro a chi più vi stima, qualunque siasi. Addio.
ALLA STESSA ‘
(*) Brava Amarilli, degnatevi di ricevere la Deputazione,che vi mando, di quattro Studenti. Vi esporranno un lode-vole ed innocente loro capriccio, a cui è d’uopo che ilvostro estro dia mano per condurlo ad effetto. Ascoltateli,e se vi è cara la mia amicizia contentateli. Dopo mezzogiorno sarò da voi per darvi io pure un aiuto, se mai1’ opera non fosse tutta al suo fine.
La prontezza però del vostro estro mi dispenserà, ne soncerto, da questa briga. Addio.
O Questa lettera mancante di data dev’ essere sicuramente del prin-cipio del i8o3, nel qual tempo la Bandettini trovavasi in Pavia , doveMonti era professore di Eloquenza , come vedesi in una lettera dellaBandettini medesima al eh. signor Consigliere Cav. Giuseppe Bernar-doni, da lui pubblicata, con alcune altre, in Milano or fa quattro anni.
(£' Editore.)