LETTENE
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cerdoti, ari’ivatto qui ieri mattina, mi ha attcstato i bene-voli vostri sentimenti verso la mia persona.
Non vi rattristate dell’ infame azione di Gianni. Essa èricaduta tutta in obbrobrio dell’ autore, divenuto 1’ ese-crazione di tutti i buoni. Non mi abbasserò giammai avendicarmene, ma il tempo farà le mie veci. Vi abbraccio,e sono di cuore, etc.
PS. Se vi cade in acconcio, scrivendo ai Romani, gra-dirò che mi rendiate giustizia. Paradisi e Moscati hannochiesta la loro dimissione, Sommariva è deposto} lo sonoegualmente sei Membri del Minor Consiglio e tre delMaggiore. Testi sarà probabilmente Direttore. Il Principedella Pace è caduto} il Piemonte è in grande fermenta-zione.
ALL-0 STESSO
Di casa, 8 maggio 1816.
Ho letto e riletto VAvviso ai giudici. Per la parte cheal mio giudizio può appartenere , cioò condotta, stile epassione (corrette alcune negligenze facilissime ad emen-darsi), io reputo che questo melodramma debba piaceread ogni sensato lettore. L’azione è sviluppata con natura-lezza e chiarezza. I caratteri ben lumeggiati e felicementemessi in contrasto. Piene di affetto le situazioni dellavirtuosa Ninetta, alla quale dà molto risalto il mal talentodel ridicolo Podestà. Forse nel carattere di Giannotto sa-rebbe a desiderai’si un poco più di risoluzione e di impetomilitare} ma forse ancora m’inganno , e la qualità 'delsoggetto non lo comporta. Tutto, in somma, mi sembraben concertato e intrecciato, rimosso qualche languore, dicui sarebbe affar lungo il render ragione ne’brevi confinid’ un biglietto siccome questo.
Quanto all’ effetto teatrale, e al numero e alla dispo-