LETTERE
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vilù, in cui mi tiene Birago, ili cui tutta Milano è già con-sapevole; ma panni ancora di vedere che gli altri due Di-rettori sono in tutt’ altra disposizione a mio riguardo, eche col pretesto forse che il posto il’Arauco non adeguai miei meriti , cercano con questa onorevole eccezione ad-dormentar la cosa, e lasciarmi, se pur mi vi lasciano, nel-l 1 abbiezione, in cui sono.
Se mi dimandi i miei sentimenti, ti dirò con candoreche desidero una redenzione qualunque siasi. Non ho mireambiziose, nè il mio cuore sarà mai accessibile a questabassa passione. Quindi avrei amato un destino, a cui l’in-vidia non giunga ; ma questo flagello degli uomini onestimi si è attaccato alla carne, e non spero di mai liberar-mene , a meno che non prenda il partito di divenir scel-lerato per divenir fortunato. Comprendi da questo chesarò sempre infelice.
Tuttavolta per non aver nulla da rimproverare a mestesso , perchè son capo d’ una famiglia, a cui debbo ilsagrificio della mia quiete, reputo mio dovere il procurardi rimovere tutti gli ostacoli che attraversano la mia fe-licità. Quindi imploro da te una grazia. Se hai occasionedi scrivere ad Adelasio, rendigli buona testimonianza delmio carattere morale , e fagli conoscere che tu mi onoridella tua stima ed amicizia. Chi possiede da tanto tempola tua benevolenza, possibile che non meriti quella d’Ade-lasio ? Possibile che il giudizio degli uomini debba por-tarsi sempre sopra quattro parole rimate, e non mai soprale mie azioni ? Possibile che la virtù non debba mai tro-vare la sua ricompensa? Perdona, mio amico, se ti hoparlato delle mie disavventure. Gl 1 infelici sono sempreimportuni.
Dopo le rinunzie dei Rappresentanti rieletti ne son se-guite delle altre, alle quali si va supplendo col riprenderegli esclusi meno pericolosi, o col sostituirne de’ nuovi.Campana, che ha resistito al suo richiamo, spera che Masiverrà nominato in sue veci.
Monti Epistolario.