LETTERE
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Parigi , 7 termidoro anno Vili.
( 26 luglio 1800. )
Mio caro carissimo Bernardoni. — Attendo ad ognimomento soccorsi da casa per volare nella patria, ed hogià scritta più d’ una lettera a mio fratello per questo ef-fetto. Ma siccome le poste ordinarie non sono ristabilite,e non corre finora che la militare, per quanto io mi sap-pia; così raccomando alla tua provata amicizia l’acclusa,perchè tu la spinga al suo destino , ed in modo che siaconsegnata nelle proprie mani di mio fratello in Ferrara .Mi avrai reso il maggior dei servigi se ti prenderai questoincarico, e farai ch’io ti perdoni l’andar leggendo a tuttoil mondo la mia Tragedia (*) senza attendere le molte enecessarie emendazioni di cui ha bisogno. Ti vieto adun-que, e seriamente tei vieto, di leggerla più oltre a chic-chessia. Quando vedrai le correzioni, che vi ho fatte , co-noscerai che ho tutta la ragione di pretendere dalla tuadiscrezione questa moderazione. Intanto non perdere unmomento a procurare il sicuro e pronto ricapito dell’ ac-clusa. Anelo di abbracciarti; e Teresina, che ti saluta, dicelo stesso. Ella mi tormenta perchè le stacchi la parte diCornelia, onde esser pronta alla recita. Io mi prenderò (indifetto di miglior soggetto) quella d’Opimio . Tu disponidel resto.
Rispondimi subito, apponendo alla soprascritta: Postarestante , e ricordati del tuo vero amico , etc.
(*) 11 Cajo Gracco.