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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

ALLO STESSO

Milano , il di 5 del i8«o.

Si vales bene est: ego quidem e alea. Non ho per ancoricevuto il Cicerone , di cui ha scritto pure il nostroBarbieri. Ma non facendomi egli alcun motto del denaroda voi lasciatogli per terza mano , pregovi di accertarviche sia stato veramente consegnato. Il poco resto nonmerita la pena di tenerne conto.* Bensì mi preme che letrentasei lire di Milano, lasciate da voi a Padova per l’A-postoli, siano portate a trentasei italiane, perchè tali io vele diedi, e perchè l’Apostoli, nè pur esso avvisandone laricevuta, mi fa sospettare che la persona da voi incaricatadell’ uno e dell’ altro pagamento non sia stata diligentenell’ adempiere la commissione.

Una delegazione superiore riguardante il teatro mi hatenuto parecchi giorni occupato. A questo pensiero si èaggiunto 1’ altro di scrivere per compiacenza alcuni versiche, dovendo essere dedicati alla Vice-Regina, esigevanomolta delicatezza. Ve li mando separati con sopra unasemplice striscia di carta, perchè vi costino meno. La cosaè tenue, ma non arrossisco d’averla fatta.

Libero adesso da ogni altra cara, ho ripreso il mioOmero , e tiro a finirlo con alacrità. Il buon Lamprediadempie le vostre veci, e l’esame oculare della mia tra-duzione panni che gli abbia fatto passar la voglia di pro-seguire la sua.

Il Saggio che della sua ha stampato il Pindemonte, ionon P ho ancor ricevuto. L’ ho tolto ad imprestito da Ma-bil; e scorso tutto il libro, tutto mi è piaciuto, e desideroche la mia Iliade contenti il lettore quanto, per certo, ilcontenterà l'Odissea di Pindemonte. Godo anche di vederenella sua prefazione, che il suo metodo di tradurla è lostesso che il mio. Ma la versione dell’ Eneide alfieriana