LETTENE
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ALLO STESSO
Non feci pronta replica alla cortesissima vostra, perchéle chiacchiere di Matteo col suo compar Taddeo me l’im-pedirono, e più le brighe che negli scorsi giorni mi hadato l’affare della mia perduta pensione, cui spero averericuperata. E certo la cosa è in tal termine, che il suobuon esito non può fallire.
La vostra risposta è quale il core l’aspettava. Ma il saDio che mi costa il privarmi d’un monumento a me sìcaro della vostra amicizia, dico gli originali delle vostreOsservazioni su la mia traduzione dell’Iliade ! Io le hounite con religioso silenzio tutte in un plico j e terminatala presente, le porrò io stesso nelle mani del signor ConteConsigliere Quiriui, conformemente all’istruzione che voimi date. Non si metterà mano alla stampa delle Viscon-tine, se prima non mi aprite voi la vostra intenzione so-pra le vostre, essendo mente del Giordani di porvi infronte una piccola prefazione che abbracci le une c le al-tre: c n’uscirà, spero, un libretto prezioso, che sarà mo-dello di criticaj di quella soda e profonda critica, che solane può condurre alla cognizione del vero e del bello. Dopole Osservazioni di Visconti darò luogo alle lettere sue chele accompagnano} e farò dietro alle vostre (se il consen-tite) altrettanto di quella con cui me le ritornerete. Senon vi garba questo mio divisamente , mi sarà sacra lavostra volontà.
Se ben vi ricorda, voi mi deste, tradotto in italiano ,l’articolo greco, pubblicato in un Giornale di Vienna , in-torno alla mia versione, e so che anche questo fu dettatodalla vostra amicizia. Stimereste voi cosa ben fatta il ri-portare anche questo unitamente all’articolo diGinguené?Se credete del sì, vi pregherei di replicarmi copia del