LETTERE
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veri occhi, il signor Taramella, chirurgo di Corte, valen-tissimo galantuomo e mio tenero amico ; onde che riceviloliberamente nella tua amicizia, ch’egli n’è degno.
È già oltre due anni che sospiro di abbracciarti ; ed orache in braccio ad amore sei salito al paradiso dell’umanafelicità, chi sa se vorrai più scendere in terra per consolareil tuo povero Monti? Oh quante cose egli avrebbe da dirti!e la più dolce e la più l’ipetuta sarebbe sempre quella diaccertarti, che anche lontano io ti porto tutto nel cuore.
Ho scritto, secondo il tuo desiderio, al Niccolini intermini da fargli non dubbiamente comprendere che lo amoe lo stimo. E per vero egli è l’unico ch’esce della greggiadi quei superbi pedanti.
La mia Costanza sarà sabbato sera fra le mie braccia. —Salutami caramente la tua bella sposa, e l’Albrizzi, e Agliet-ti, e Franceschinis, e Soranzo, e ogni altro che si ricordiancora di me.
PS. Unisco alla presente una copia della nuova edizione,fatta in Milano , del mio Sermone sopra i Romantici.
AL P. GIUSEPPE SOLARI
AGENOVA
Milano, 27 febbraio i8o5.
Non prima di ieri ho ricevuta la carissima vostra indata dei 7 , c io avevo già letto l’aureo vostro Discorsomandatomi da Cornetti. Poche cose ho vedute sottilmentee profondamente ragionate siccome questa; nè parlo del-1’ eleganza, perchè questa in voi è natura. Ringraziate Ga-gliuffi e dell’amicizia che mi conserva, e dell’ onore che hafatto alle mie Prolusioni analizzandole e confutandole.
Spedisco a Cornetti, in questo ordinario, due copie delmio Cavallo alato d’Arsinoe, una delle quali è per voi.