LETTERE
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niucasa non avesse toccato tutto il bene che si può diredell’ Opera. Assicurate dunque il nostro Arrivatene che sene farà menzione onorevole, e che al ritorno del Principegli si farà noto il valore del giovinetto , intorno al qualeho già disposto P animo dell’ amico Lafolie.
Il ritardo del mio Omero mi fa un gran danno, c vivonell’inferno. Fate ch’io n’ esca, per carità, ed amate ilvostro, etc.
PS. A Bianchi e Borgno c agli altri mille saluti.
ALLO STESSO
18 aprile 1810.
Due righe da una bottega. — Paradisi vi scrive, e questasua lettera vi tempri 1’ amaro delle animose censure pub-blicate nel Giornale Rasori. La vostra riputazione, crc-diatelo, non ha fatta nessuna perdila, che anzi ha riscal-dato più sempre il cuore de’ vostri amici. Io pel primone ho avuta una seria questione con Foscolo , c la baruffache v’ è stata tra lui e me , ha deciso forse della nostraamicizia. Ma voi siete stato maltrattato , ed io sto sempreper 1’ offeso.
Lodo a cielo il vostro partito di rispondere col far me-glio. Compiacetevi del favore de’giusti, seguitate ad ono-rare la vostra patria e l’Italia tutta, nè vi sgomentino lepoche spine che accompagnano le rose di cui le Muse visono sì liberali. Mille saluti a Bianchi cd Arrivabene.Direte a quest’ ultimo clic lo ringrazio delle sue premureper la trasmissione dell’ Omero , e che lo prego di nonistancarsi, perchè io non posso aver pace finché non l’ab-bia spedito a Parigi . Addio in fretta e di cuore.
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Mosti. Epistolario.