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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

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rimovere tutti gli ostacoli clic si opponevano per parte de’mieiamici, che pure son vostri, e che ripugnano all’associazionea cui m’inviti. Paradisi, Vaccari, Lamberti, Zanoja e piùaltri, i quali si trovavano descritti senza loro consenso nelcatalogo dell’ Accademia , ricusano di arrotarsi sotto que-sta bandiera; nè io posso distaccarmi dal loro partito, oramassimamente che il giudizio fiorentino intorno alle opereda premiarsi secondo l’Imperiale decreto , ha disgustatolutti gli amici delle buone lettere, e giltato, per così di-re , il guanto ai Lombardi. Io non ho per anche vedutonè il frontispizio pure dell’opera di Micali, nè letto cheil primo Canto del poema di Rosini. Ma non ignoro lecritiche clic ne sono uscite, nè quelle che si maturano;e la mia amicizia verso quelli, che hanno prese le armi incontrario, non mi lascia la libertà di abbandonare la causache hanno preso a difendere. E duranti queste letterariedissensioni come poss’io contentare il tuo e mio desiderio,che sarebbe pur quello di far parte io pure della rispet-tabile c dotta famiglia che a se mi chiama per boccatua? Spero che questo potrà in miglior momento porsiad effetto, ma ora nò il debbo nè il posso. Nè voglio ta-certi che qui si dice e si sa che le discordie tra gli an-tichi e nuovi Accademici non sono ancora finite , e cheinoltre duole assai il vedere inseriti nel catalogo dell’Ac-cademia parecchi nomi indegni affatto di esservi, e per1’ opposito esclusi molti di quelli che più onoran la na-zione, Oriani, Cesari, Lamberti, Morcelli, Morelli il Bi-bliotecario , e cinquanta altri di primo grido.

Dopo tutto questo couchiudasi, che gli è buono aspet-tare tempo più sereno e più libero, nè io dispero che prestosia per arrivare. Delle cose che ti scrivo fa quell’ uso chela discrezione e la prudenza li suggeriscono ; ama il tuoMonti, e salutami caramente la tua cara moglie.