aj6 LETTERE
tua. Costanza e Giulio ti abbracciano caramente, e An-taldi, Cassi , Borghesi egualmente. Fa tu lo stesso conAureggi, Casiraghi, Tordorò , Aspari, Petracchi, e conquanti di me si ricordano. Addio, addio.
PS. Finora sono cinque le lettere che t’ho sci’itto : laprima da Verona , la seconda da Venezia , ia terza da Fer rara , la quarta da Lugo , e questa , che è la quinta, daPesaro . E tu neppure una riga.
ALLA STESSA
Non a torto ti lagni della poca frequenza delle mielettere \ ma io studio e scrivo continuamente : e quandomi sto sepolto oolla penna in mano tra i libri, tu sai chemi pesa il distrarmi, e mi dei perdonare.
Niuna cosa mi è tanto cara, quanto l’udire che, malgradodelle nebbie e delle nevi che infestano la stagione inMilano , la tua salute non ne ha finora patito. Io li scon-giuro di averne diligentissima cura. La mia è perfetta.Non ho mai goduto d’un inverno cosi benigno} egli è tantomite, che io vado vestito della stessa guisa che in ottobrea Milano .
Dei nostri affari co’nostri nepoti ti ho già scritto quantoli dee bastare per tranquillarti. Nulla si è concluso, e nullasi concluderà, se la permuta o la vendita non torna innostro vantaggio. L’entrare in dettagli sarebbe storia troppolunga ed inutile.
Per aver cagione di prolungar la presente, voglio rac-contarti cosa che ti farà ridere.
In Fano , distante dicci miglia da Pesaro , dura tuttaviaun antico costume di celebrare, appunto di questi tempi,una giostra di tori, alla quale è molto il concorso daipaesi circonvicini^ c giorni sono ebbe luogo il primo speli-