LETTERE
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tentarne la vendila con dimande maggiori di quella ch’iole significo.
La prego de’ miei ossequi alla signora Marchesa, e sonocon tutto il rispetto, etc.
Perticavi mi scrive che , dopo tre mesi di mal andatasalute, che 1’ avea fatto più tristo del Dics irce, finalmenteè guarito, c che al finire dell’entrante settembre sarà inMilano per passarci tutto 1’ ottobre. Ma non vi trovandoil signor marchese Trivulzio, la sua contentezza del restosarà molto imperfetta , tanto più eh’ egli porta seco loscritto sopra Dante a lei diretto, del quale ned esso nè iodaremo mano alla stampa , s’ ella non 1’ avrà prima ap-provato ed accettato. Sarebbe egli dunque permesso, carosignore, il dimandare quando sarà di ritorno ? e il comedovremo condurci per farle arrivar alle mani, evitando ipericoli della Posta, quelle carte, le quali prevedo nonsaranno poche, nè tali da avventurarle per vie non bensicure ? Io la prego di significarci su questo il modo diprocurarne fuor d’ ogni rischio la spedizione.
E di un’ altra grazia ardisco di supplicarla. Mi giove-rebbe molto il sapere se nell’ ultima correzione del Vo-cabolario sia vero che il Redi assunse 1’ emendazione dellelettere P, Q, R. Ciò credo che agevolmente le verrà fattodi discuoprire, interrogandone destramente cotesti signoriAccademici. Quanto a me, secondo il mio corto giudizio,parmi troppo duro il persuadermi che il Redi siasi lasciatosfuggire certi gravi spropositi che occorrono in quellelettere, siccome farò vedere. Ma quancloque bonus dormitat.Homeru .c all’ultimo non dee far maraviglia, se qualcheMosti. Epistolario.
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