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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

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volta anche il giudizio del Redi si è addormentato } thèegli pure prendea il decotto della mandragora della Crusca.

Ho veduto il Cadmo , e ho fatto prova di leggerlo $ manon vi ha retto la mia pazienza. Ed è possibile che tantapuerilità sia portata dai Toscani alle stelle ? Noi possocredere.

I! noto mio affare in breve sarà deciso. Trovo ne 1 Supe-riori un grande zelo ed impegno, perchè riesca a buon fine.

So la mia preghiera non è superba, si degni di presen-tare all angelica contessa Archinto c al suo degno sposoi miei veri rispetti. Anche al signor marchesino un carosaluto \ ed ella non si stanchi di voler bene al suo, ctc.

Allo stesso

A MILANO

(') Il conte Strassoldo con lo scorso ordinario mi avevagià cortesemente fatto giungere la notizia del Sovrano De-creto che mette in salvo la mia pensione. Ma laverneoggi da iei la conferma, me ne ha raddoppiata la conten-tezza 5 perchè questa sua sollecitudine in avvisarmi cosadi tanto mio interesse, mi è sicura prova della sua be-nevolenza : tesoro chio pougo innanzi a tutte le compia-cenze che mai possano far lieta la mia vita. Io nc la rin-grazio adunque di cuore.

Non si è ancor messo mano alla stampa del sesto vo-lume della Proposta, e ne dirò la ragione. La petulanzade Fiorentini contra me e Perticali ci ha fatti uscir di

(*) Questa lettera non ha data, ma dee essere scritta di Pesaro versohi Gne dellanno 1821 o ncprimi mesi del susseguente. Veggasi lalettera alla moglie in data del 12 gennaio 1822 da quella città (pag. 27G), ovedice che studia e scriva continuamente, c stava difalto disponendo i ma-terial! per lultimo volume della Proposta, che diede poi fuori nel 1824.

(L'Editore,)