LETTERE
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pazienza : onde noi meditiamo un grande lavoro (e n’ab-biamo già pronti i materiali in gran copia), lavoro clicli coprirà di vergogna, e farà manifesta a tutta l’Italia ,c a quanti intendon ragione, che l’Accademia della Crusca ,lungi dal contribuire ai progressi e alla gloria della nostralingua, l’ha indegnamente disonorala, difTormata, avvilita.Mostreremo che la dovizia de’Codici, di cui menano tantorumore, nulla vale senza il gran Codice della Critica clicessi mai non conobbero , e ne daremo amplissime provea carico dei grandi oracoli loro, il Salvini, il Lami, il Ban-dini, il Biscioni, etc. etc., massimamente il Lampredi ulti-mamente sceso in arena a farsi campione di quei buffoni.A costui, a questo gran Paladino, su la edizione da essoprocurata e postillata dei poeti del primo secolo della linguaitaliana, andiamo tessendo, anzi abbiamo già tessuto unacorona di spropositi sì maravigliosa , che ne disgraderàquella che abbiam già posta sul capo a Del Furia ed alRigoli. Pubblicheremo in somma una serie di fiorentinestoltezze da farsi segno di croce, e daremo fine all’operacon un trattatello dell’Arte Critica, per cui ognuno rimarràchiaro che i reverendi Infarinati, tranne ben pochi, furonoe sono più che mai una vera mandra di ciuchi.
Le rendo grazie della ricopiata lezione del Gimilotti ;e se le si porge occasione, prego la sua cortesia di man-darmela , perchò prima di darla alle stampe amerei clicanche Giulio potesse leggerla , e postillarla dove bisogna.In caso diverso la serbi presso di sè *, che quando saràtempo di consegnarla allo Stella, 1’ avviserò.
Mi ha funestato il tragico fine dello sciagurato Sonzo-gno , e più la perdita del povero nostro Tassoni •, Dio l’abbia in pace: ch’egli n’ era ben degno per la sua virtù.
Ma ecco il mio Giulio che chiede di aggiungere un PS.Ond’ io fo fine col pregarla di porgere alla signora Mar-chesa e a tutta la rispettabile sua famiglia i miei ossequi,c di continuare la sua preziosa benevolenza al suo, etc.