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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

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PS. (Di Giulio Perticari .) A giorni spero che avrò postofine alla lettera su queluoghi di Dante . E prima di con-segnarla alle stampe, la dirigerò a lei, perchè la vegga ela giudichi, c m aiuti del suo consiglio. L avrei finita aquest ora } ma si sono spesi assai giorni per adunare daogni parte que materiali, di cui le dice il mio Monti. Leso dire, che abbiamo raccolti tanti mattoni e coppi e ferrie travi, che se ne potrebbe fare la torre di Babilonia . Ecosì speriamo di salvarci da quel diluvio derrori e distoltezze, che Toscana piove da tutte le bande. Ancor ioesciró alquanto dalla pacifica mia natura : e farò sapere aquetristi, che pur gli agnelli si sdegnano al loro modo.Monti ruggirà: io belerò^ ma niuno di noi tacerà: e spe-riamo di abbassare questa rabbia fiorentina, che fu superbasi, comora è putta. Al che mi è conforto il voto di tuttii buoni, e de veri dotti, e di quanti amano lonore diquesta nostra Italia , tra i quali mi è dolce il riverire ilcortesissimo e dotto signor abate Mazzucchelli, che aidiritti eh egli avea sulla mia stima, or ha voluto ancheaggiungere una valente ragione sulla mia gratitudine. Misaranno oltremodo gradite le note eli egli ha scritte aquelle sofisterie di Don Panfilo. E fin dora ne lo ringra-zio con tutto 1 animo} non parendomi di meritar tanto.

In questo, pregandola demiei ossequi alla signora Mar-chesa , cd a tutta la famiglia, non che de miei affettuosisaluti con quelli di Monti al Cavaliere Rosmini, con rive-rente amore mi dico, etc.

ALLO STESSO

Caraverio, 19 giugno 1823.

Ben mi duole che il non poter lasciare qui sola la miafamiglia, mi rubi la consolazione di abbracciare cd osse-quiare il mio Trivulzio in Ornate 5 ma se non m è datoil vonirvi colla persona, vi vola il cuore a tutti i momenti-