LETTERE
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PS. (Di Giulio Perticari .) A giorni spero che avrò postofine alla lettera su que’luoghi di Dante . E prima di con-segnarla alle stampe, la dirigerò a lei, perchè la vegga ela giudichi, c m’ aiuti del suo consiglio. L’ avrei finita aquest’ ora } ma si sono spesi assai giorni per adunare daogni parte que’ materiali, di cui le dice il mio Monti. Leso dire, che abbiamo raccolti tanti mattoni e coppi e ferrie travi, che se ne potrebbe fare la torre di Babilonia . Ecosì speriamo di salvarci da quel diluvio d’errori e distoltezze, che Toscana piove da tutte le bande. Ancor ioesciró alquanto dalla pacifica mia natura : e farò sapere aque’tristi, che pur gli agnelli si sdegnano al loro modo.Monti ruggirà: io belerò^ ma niuno di noi tacerà: e spe-riamo di abbassare questa rabbia fiorentina, che fu superbasi, com’ora è putta. Al che mi è conforto il voto di tuttii buoni, e de’ veri dotti, e di quanti amano l’onore diquesta nostra Italia , tra i quali mi è dolce il riverire ilcortesissimo e dotto signor abate Mazzucchelli, che aidiritti eh’ egli avea sulla mia stima, or ha voluto ancheaggiungere una valente ragione sulla mia gratitudine. Misaranno oltremodo gradite le note eli’ egli ha scritte aquelle sofisterie di Don Panfilo. E fin d’ora ne lo ringra-zio con tutto 1’ animo} non parendomi di meritar tanto.
In questo, pregandola de’miei ossequi alla signora Mar-chesa , cd a tutta la famiglia, non che de’ miei affettuosisaluti con quelli di Monti al Cavaliere Rosmini, con rive-rente amore mi dico, etc.