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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

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E contando di rientrare nei pericolosi strepiti di Milano avanti la fine del corrente , starò ivi attendendo la suatornala in città , onde conferire e ordinar seco le millecose che intorno al Convito restano da fermarsi e il-lustrarsi. Intanto, rispetto alle istanze del Federici, rimangafisso che al grazioso di lei arbitrio sia rimesso tutto l’af-fare. A me non piace che il suo piacere, nè io voglio cheil suo volere, dietro il quale sarò contentissimo di qua-lunque sua decisione, ove anche il tutto si dovesse risol-vere in una pura gara di gentilezza piuttosto che d’inte-resse } sì perchè bramo eh’ ella , signor mio caro , sia benpersuasa che se la fortuna mi ha fatto povero de’ suoibeni, mi ha fatto anche ricco di cuore} sì perchè con gliamici (e tale considero il Federici) vuoisi esser largo dicortesia. Non abbia dunque verun rispetto alla non lietamia situazione, e non prenda consiglio che dal suo decoroe dal mio. E non sono io abbastanza ricompensato posse-dendo la grazia del mio Trivulzio ?

11 nettare delle fontane di Udine certamente è più attoa svegliar l’estro poetico che quello dell’ Ippocrene} manon v’ era bisogno di tanto. Ho già cominciato con certemie fantasie in ottava rima a sciogliermi dal mio debito.E acciocché ella vegga , che realmente ho staccata la ce-tera dalla parete e riaccordatala , le compiego alcuni versida recitarsi posdimani, giorno onomastico dell’ amorosomio ospite, versi dalla mia gratitudine dimandati, ed ec-citati dalla preghiera, in versi pur essa, della mia poverafiglia, le cui lagrime, all’appressarsi dell’imminente dì %5,scorrono più abbondanti per la ricordanza del perdutosuo Giulio. E alle lagrime del dolore sonosi mescolate an-che quelle della gioia in udire eh’ ella pensa di erigergliun monumento nel suo giardino. A così pietosa intenzionefino é dai primi momenti della gran perdita avea già vóltol’animo anch’essa la mia buona Costanza^ ed io, secondole mie tenui forze, gliel consentiva. Al qual effetto malrispondendo il ritratto fattone in gesso in Venezia , e