LETTELE
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ALLO STESSO
Sul punto di muovere per la campagna, c già coi ca-valli alla porta, ricevo la vostra Chioma di Berenice; c ri-scrbandola a farmi dilettevole compagnia alle fresche om-bre della Brianza, ve ne fo, in piedi, un brevissimo, masincero ringraziamento. E tanta è la fiducia in cui sonodi trovarla bella, che ve ne anticipo le mie congratu-lazioni.
Dell’ esservi accostato all’ amicizia del signor Bellini ,non solo non vi do biasimo , ma ve ne lodo. Salutatemicaramente 1’ottimo mio Bello, seguitate a crearvi un belnome, e credete alla stima c all’affetto con cui godo diconfermarmi vostro servitore cd amico, etc.
ALLO STESSO
La diversità delle opinioni fra le oneste persone nondee mai rompere le amicizie. Lungi dall’adirarmi che voiabbiate tolto a combattere le mie sentenze sopra la Mito logia , io son anzi lieto d’ avervi data occasione di scriveresi bei versi, e parlo sincero. Bensì m’adiro che al formo-lario dell’ amicizia abbiate sostituito quello dei rispetti,unicamente perchè all’ultima vostra non feci alcuna risposta,e vi parve appresso che il mio contegno, nella visita chemi faceste a Milano , non fosse quale si conveniva. Miobell’amico, nel corso della vita abbiamo tutti certi momentidi afflizione e di sofferenza, ne’quali siamo divisi da noimedesimi. Allorché mi venne quella lettera vostra, oltrela fiera malinconia in che m’ avea sepolto il divieto diaffaticare colla penna la vista già mal condotta dal repli-